Il 7 aprile papa Francesco sarà a San Giulio (Roma)

Da un articolo pubblicato su RomaSette (inserto domenicale di Avvenire per la Diocesi di Roma), 31.3.19

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A San Giulio nuova chiesa con il Papa 

Dopo tre anni la comunità lascia la tensostruttura allestita in oratorio a causa del cedimento del tetto


DI ROBERTA PUMPO, RomaSette 31.03.2019 

Domenica 7 aprile la visita alla parrocchia Gli incontri in programma Francesco confesserà alcuni fedeli. Don Dario: un periodo difficile. In dono offerte per la Caritas

Domenica 7 aprile Papa Francesco dedica l’altare nella chiesa di San Giulio nel quartiere di Monteverde. Dopo tre anni la comunità lascia la tensostruttura allestita in oratorio a causa del cedimento del tetto e torna a celebrare nella chiesa completamente ristrutturata. A dedicare l’altare sarà il Pontefice in occasione di una nuova visita pastorale in una parrocchia della sua diocesi.­ Sono stati anni difficili – spiega il parroco padre Dario Frattini –. Sono stanco ma felice perché la comunit­à è rimasta unita, viva e ha collaborato alacremente a tante iniziative per raccogliere i fondi da investire per la ricostruzione della chiesa, prima fra tutte il presepe vivente allestito per due anni a Porta Asinaria. Ad una settimana dalla visita in via Francesco Maidalchini c’è grande fermento per gli ultimi lavori di rifinitura e per le grandi pulizie. Papa Francesco varcherà la soglia di San Giulio, affidata ai Canonici regolari dell’Immacolata Concezione, intorno alle 15.45 e sarà accolto dal cardinale vicario Angelo De Donatis, dal vescovo ausiliare del settore Ovest Paolo Selvadagi e dal parroco. Come di consueto il Pontefice incontrerà prima alcune realtà parrocchiali. Dialogherà con i bambini e i giovani, abbraccerà i malati e gli anziani e poi confesserà alcuni fedeli. Durante la Santa Messa sarà dedicato l’altare nel quale verranno poste le reliquie di san Giovanni Bosco, di santa Margherita Maria Alacoque e di santa Maria Goretti.

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Finalmente torniamo nella nostra chiesa – aggiunge il parroco che da 13 anni guida una comunità di dodicimila fedeli –. Nella tensostruttura i disagi sono stati molti. Abbiamo patito il caldo d’estate e il freddo d’inverno, le celebrazioni sono state talvolta disturbate dai rumori del traffico. Oggi grazie alla proficua collaborazione con il Vicariato (articolo a sinistra, ndr) abbiamo una nuova chiesa e mai mi sarei aspettato che la prima Messa sarebbe stata celebrata da Papa Francesco, al quale il sacerdote si dice legato in modo particolare perché accomunati dal desiderio di­ una Chiesa povera per i poveri. Anche per questo la comunità ha deciso di fare al Papa un dono particolare.­ Gli regaleremo in modo simbolico le offerte raccolte durante le quattro domeniche di Quaresima che hanno preceduto la visita da destinare all’iniziativa della Caritas diocesana “Come in cielo così in strada” a sostegno dei senza dimora. San Giulio­ è una delle parrocchie che dal 19 dicembre scorso ha ospitato quattro senza dimora aiutando la Caritas diocesana a gestire l’emergenza freddo. Con la distribuzione di pacchi viveri e capi di abbigliamento, i volontari sostengono una trentina di famiglie del quartiere. I gruppi “Amicizia” e “Abbracci” si dedicano invece agli anziani soli. Il progetto “Officina della Solidarietà” intende invece offrire un sostegno psicologico ed assistenziale ai malati oncologici e alle loro famiglie e laboratori per i giovani con varie forme di disagio.

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L’Ufficio diocesano: ecco i lavori 

Risale al 1956 il progetto originario della parrocchia di San Giulio. La chiesa viene edificata negli anni Sessanta, ma poi, nel 2015, si verifica un problema al tetto. Il solaio di copertura della chiesa – spiegano dall’Ufficio edilizia di culto del Vicariato – ha manifestato un’accentuata inflessione, tale da renderne necessaria l’immediata messa in sicurezza. In seguito alle indagini svolte sulle strutture in cemento armato della chiesa, è ­stato redatto un progetto di ristrutturazione e adeguamento sismico, che ha comportato il consolidamento di tutti i 24 pilastri, il rinforzo di alcune travi esistenti e la demolizione e realizzazione ex novo di due travi e del solaio della parte centrale dell’aula ecclesiale. L’intervento, nella sua organicità, garantisce i necessari margini di sicurezza e resistenza anche in occasione di eventuali fenomeni sismici. Lavori onerosi, che sono stati possibili grazie al contributo dell’otto per mille curato dall’Ufficio nazionale per i beni culturali e l’edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana, del Vicariato di Roma e della parrocchia stessa, che negli anni passati ha realizzato un bellissimo presepe vivente a Porta Asinaria (di cui abbiamo parlato anche sul nostro giornale), con lo scopo di raccogliere fondi. Per tutta la durata dei lavori, la parrocchia ha svolto le sue attività in una tensostruttura temporanea collocata sull’area dell’oratorio. 
Giulia Rocchi

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