Omelia di p.Rinando per la visita dei Canonici di San Vittore a Borgosotto (Bs)

Omelia ai vespri giovedì IIIa sett. t.o. (10 ottobre)

Do il benvenuto all’abate Hugues dei Canonici Regolari di s. Vittore, a padre Martin, organizzatore di questo pellegrinaggio sulle orme di s. Agostino e di S. Paolo VI papa bresciano, e a tutti i suoi confratelli qui presenti. Li accogliamo con gioia per questo incontro di preghiera e di fraternità in questa settimana mariana che stiamo vivendo, mentre celebriamo un anno giubilare per i 50 anni di vita come parrocchia dedicata a Maria Immacolata. Vi ringraziamo per essere venuti qui tra noi, piccola comunità religiosa e parrocchiale affidata a noi Canonici Regolari dell’Immacolata.

Allo stesso tempo do il benvenuto anche a voi amici fedeli parrocchiani e amici Cric.

E’ bello ritrovarsi insieme a celebrare solennemente la lode al Signore con il canto del vespro, in questa memoria liturgica di S. Giovanni di Bridlington, un canonico regolare vissuto in Inghilterra nella seconda metà del 1300 che, diventato abate del suo monastero, decise di non insegnare o comandare niente che non avrebbe prima adempiuto lui stesso .

Stimolato dalla testimonianza e dall’intercessione di questo santo canonico, mi rivolgo a tutti voi con alcuni pensieri tratti dalla liturgia che stiamo celebrando.

Nella breve lettura ai Romani che abbiamo appena proclamato, s. Paolo ci ricorda che “ tutto concorre al bene di coloro che amano Dio ”… E’ un richiamo forte alla nostra vocazione di figli di Dio, chiamati a una vita di coerenza, a una testimonianza autentica di vita cristiana, se è vero che amiamo Dio seriamente, se è vero che ci sentiamo figli suoi, se è vero che ogni nostra azione, pensiero, scelta di vita in nome del vangelo “concorre al bene di tutti”, cioè contribuisce a costruire comunità ferventi, attraenti, vive, comunità religiose e comunità parrocchiali…

La nostra vita di persone consacrate attraverso il battesimo e attraverso la professione dei consigli evangelici, deve essere una risposta generosa a Dio che ci chiama ad essere “ conformi all’immagine del Figlio suo ”…una chiamata impegnativa perché ci chiede di fare un percorso di conversione e di purificazione per rassomigliare sempre più allo stile di vita di Gesù, l’uomo mite delle beatitudini, della bontà, della carità, della misericordia, del servizio, che ha donato la sua vita per amore dei suoi fratelli.

Il cantico dell’Apocalisse che abbiamo cantato ci invitava a rendere grazie al Signore perché attraverso il sangue dell’Agnello sacrificato per noi, Cristo ha vinto “l’accusatore dei nostri fratelli” , ha vinto il male e ha donato la salvezza ai suoi “servitori, ai santi, ai profeti, a quelli che temono il suo nome, piccoli e grandi”.

Allora la nostra preghiera e il nostro canto di lode al Signore, si innalza da questo tempio santo, a lui consacrato, con fede sincera, con desiderio di attingere/ricevere grazia e forza da Dio, prostrati in atteggiamento di ​preghiera nella sua dimora, in quella casa, come recitava il salmo 131, che il re Davide aveva giurato di costruire al Signore come sua sede…

Da questo incontro vogliamo prendere l’impegno di “ custodire l’alleanza del Signore e di insegnare i suoi precetti” , come il Signore aveva giurato a Davide dicendo: “Se i tuoi figli custodiranno la mia alleanza…siederanno sul tuo trono”. Anche noi n on possiamo darci riposo fin tanto che Dio non dimora nel cuore di tutti gli uomini.

Oggi siamo noi riuniti nella sua santa casa, in questa chiesa che ci riporta nel ricordo alla santa casa di Nazareth ricostruita nel Santuario di Loreto, al quale è legato la nostra chiesa parrocchiale dedicata alla Beata Vergine di Loreto…

Chiediamo allora al Signore che benedica tutte le nostre famiglie con la protezione di Maria Immacolata, nostra patrona, e della santa famiglia di Nazareth, perché possa accompagnarci nel nostro cammino di fede come famiglie di comunità religiose e di comunità cristiane, per vivere nella semplicità, nella fraternità e nella quotidianità il vangelo di Gesù.

Vorrei concludere con una citazione di Sant’Agostino che, commentando il salmo 131, scrive: “… desidera essere in amicizia con Cristo. Egli desidera essere tuo ospite. Preparagli il posto… Non amare te stesso; ama lui. Se amerai te stesso gli chiuderai la porta; se lo amerai gliela aprirai. E se avendogli tu aperto la porta, egli sarà entrato da te, tu non perirai per esserti amato, ma ti troverai bene insieme col tuo amico”.

Che sant’Agostino e tutti i santi dell’ordine canonicale possano intercedere per noi presso il Signore.

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