PERÙ 2019: UNA VISITA FRATERNA ALLE COMUNITÀ CRIC DELL’ALTRO MONDO

a cura di padre Francesco Tomasoni, Vicario Generale

Quando il padre generale mi ha chiesto di accompagnarlo nella sua visita pastorale in Perù, insieme a Padre Riccardo, con entusiasmo ho accettato l’invito. Ero curioso di conoscere questo paese misterioso ed affascinante al tempo stesso, ma soprattutto per conoscere meglio i nostri confratelli e condividere con loro alcuni giorni di fraternità. Posso certamente affermare che questa esperienza è andata oltre le mie aspettative.

Era il 2 agosto quando, imbarcati all’aeroporto di Roma Fiumicino è iniziata la nostra avventura. Era la prima volta che effettuavo un viaggio transoceanico e questo metteva una certa emozione. Atterrati a Barcellona per uno scalo, dopo un paio d’ore inizia la traversata: tredici ore di volo con momenti di sussulti dovuti alle intemperie ma, tutto sommato tranquillo passato leggendo, visionando un paio di film in spagnolo e riuscendo anche a sonnecchiare un po’. Quando verso 23 locali atterriamo a Lima subito ci vengono incontro i cartelloni pubblicitari con le immagini affascinanti di Cuzco e del Machu Picchu, testimonianza delle bellezze naturali e storico-culturali di questo paese.  Lima è una megalopoli di dieci milioni di abitanti che è cara alla nostra comunità perché è dall’inizio del 1900 che i nostri padri vi hanno lavorato con tanto impegno e dedizione.

E’ soprattutto nella zona del Callao, dove giungevano le navi provenienti dall’Europa che sono ancora visibili i segni di questo grande lavoro: la chiesa di San Jose de Bellavista, la Matrice, la casa di riposo fondata cento anni fa ma con una logica davvero di avanguardia. L’attenzione sociale ha portato i nostri padri ad istituire una scuola popolare e persino un banco di mutuo soccorso. La gratitudine della popolazione per i nostri padri ha portato a creare e dedicare una piazza a padre Touvat con tanto di busto davanti all’attuale cattedrale del Callao. Altra chiesa tanto cara ala nostra comunità è Santa Teresita edificata e servita dai nostri padri fino al 2004.  

Accanto alla chiesa rimane di proprietà della nostra comunità l’edificio che una volta era servito come seminario…  Qui abita il padre Cesar Swartz e ogni tanto ospita i nostri padri devono venire nella capitale.

Siamo proprio a ridosso dello Stadio nazionale e del bellissimo parco con delle stupende fontane e meravigliosi giochi d’acqua e di luci.

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L’esperienza più importante e che ha caratterizzato il nostro viaggio è stata la permanenza con i confratelli a Piura. La città si trova a novecento chilometri a nord della capitale ed è qui che da una quindicina d’anni vive il grosso della nostra comunità. In una bella casa riadattata per lo scopo sorge il seminario Santa Monica, dove il padre Rediberto Lazo in qualità di superiore e di padre maestro accompagna la crescita di cinque giovani peruviani: Kelvin Ipanaque, professo e studente di teologia, John Paul Flores il novizio, Juan Omar, Gustavo e Juan Carlos che studiano al seminario di Chulucanas.

E’ con questa piccola comunità, germe di un futuro luminoso, che abbiamo vissuto dei bei momenti di fraternità: la preghiera liturgica, i pasti gustosi e familiari, i momenti di relax e le visite ai confratelli ed agli amici, le battute scherzose e le confidenze… Mi sembrava di essere tornato ai bei tempi del seminario.

Un paio di volte ci siamo ritrovati insieme anche con i confratelli sacerdoti che lavorano nelle parrocchie della valle del fiume Chira. E’ stato importante e significativo ascoltare le loro difficoltà e le loro speranze, cercare di immaginare insieme quali scelte fare per il bene della comunità del Perù e condividere il tutto con il vescovo diocesano. Abbiamo praticato quel discernimento comunitario e quella sinodalità a cui ci richiama sempre papa Francesco per essere autentica Chiesa. Un momento significativo di Chiesa lo abbiamo vissuto a Chulucanas dove abbiamo incontrato il vescovo. Come un vero padre, al nostro arrivo ha interrotto il suo discorso agli operatori pastorali lì riuniti per una tre giorni di aggiornamento pastorale per salutare “gli amici Cric venuti a visitarci”. Abbiamo condiviso un caffè ma soprattutto l’amabilità di questo buon pastore.

Ugualmente abbiamo salutato e incontrato il vescovo di Piura José Antonio Anselmi, che ci ha ricevuto con cordialità e grande disponibilità nell’accogliere le nostre istanze pastorali. Momenti molto belli e significativi sono state le visite ai confratelli, alle loro comunità e al cimitero di Piura e di Lima per pregare sulla tomba dei padri Cric che ci hanno preceduto.  

E’ stato il giovane sacerdote Victor Cruz che un pomeriggio ci ha scarrozzato per farci vedere le numerose cappelle che punteggiano il vasto territorio delle parrocchie affidate alla cura pastorale dei nostri padri: Pueblo Nuevo e la Huaca. Qui è parroco il Padre Luis Enrique, coadiuvato dal padre Victor. Si tratta di una zona rurale affidata, fino a poco tempo fa alla cura pastorale di un gruppo di sacerdoti spagnoli che hanno avviato una buona formazione dei laici alla corresponsabilità e alla collaborazione tra le parrocchie.  Tra i ricordi che porteremo sempre nel cuore è l’ospitalità e l’affabilità di questa gente a partire dai sindaci fino ad arrivare ai bambini che svolgono il loro servizio all’altare.

Il desiderio di far festa è una delle note caratteristiche di questa popolazione e ne abbiamo avuto un piccolo assaggio nella parrocchia di Tamarindo ove proprio in quei giorni abbiamo partecipato alla festa patronale di San Domenico di Guzman. Il coordinatore di questo evento non poteva che essere il padre Alvaro Carpio, l’animatore regionale nonché parroco della zona. Nonostante si muova su una carrozzina è capace di dirigere i suoi numerosi collaboratori: i familiari, i seminaristi ed i laici che lo stimano e lo seguono con tanto affetto.

L’agape con i confratelli ed i collaboratori parrocchiali è stata l’ennesima riprova del buon lavoro svolto dai sacerdoti CRIC in questa regione.

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Vorrei concludere con due momenti che rendono unica questa esperienza.

Il primo è la gioia con cui gli amici CRIC di Piura, uniti poi a quelli di Lima, hanno atteso e testimoniato il loro affetto nei nostri confronti. Il sombrero ed il crocifisso che ci hanno donato esprimono la volontà di sentirci parte di quel popolo, condividendo il loro patrimonio culturale ma soprattutto lo stesso amore di Cristo.

Il secondo, quella forse più suggestivo è la celebrazione eucaristica vissuta a San Luca de Colan. In questo luogo stupendo, a due passi dalla riva del Pacifico, sorge questa

bellissima chiesa, la prima costruita degli Spagnoli agli inizi del 1500. Per l’occasione, alcuni fedeli, vestiti con gli abiti tradizionale ed evocativi delle feste tradizionali e religiose di questa terra ci hanno fatto rivivere la storia sacra di questa gente. E’ da qui che san Turibio, sant’uomo di origini spagnole, scelto dal papa come vescovo di Lima, iniziò il suo viaggio verso quella cattedrale da dove rievangelizzerà il Perù, non più con la forza delle armi, ma con la santità della sua vita.  Celebrare in questo edificio con il portale aperto sull’azzurro del cielo che si confonde con quello del mare è una sensazione stupenda: pare di esser alle porte del paradiso.

Grazie a tutti coloro che ci hanno manifestato il loro affetto, grazie per la bellissima ospitalità, grazie per l’entusiasmo manifestato e per i bei momenti di fraternità.Un futuro luminoso a questo paese straordinario e alla sua brava gente.

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