Regina Pacis (Roma): MOSAICO DELLA VERGINE MARIA

Un grande mosaico è stato inaugurato nell’abside della chiesa di Regina Pacis, a Monteverde. L’opera si ispira senza dubbio alle Vergini bizantine che decorano le absidi delle basiliche romane; mentre queste presentano un viso … che fa paura, talmente sono fuori della  scala umana, la Regina Pacis di Monteverde, per quanto grande (m. 6.30 x 9) è di un naturale squisito. Si direbbe quasi dei ritratti viventi. Il piccolo Gesù, con i suoi capelli biondi e boccoli ha il viso di un bel fanciullo romano o di un angelo di Raffaele.

            La posizione del gruppo è riguardevole. Su un trono senza schienale ricoperto di un largo cuscino di velluto, sta seduta la Santa Vergine. Ha la testa velata e aureolata, e le pieghe del suo lungo abito si stendono sui gradini. Tiene sulle ginocchia, dal lato destro, il Bambino Gesù in piedi, con la testa al livello di quella della divina Madre. Egli tiene in mano (e la Vergine con lui) una lunga croce sottile, la cui estremità appuntita trafigge il serpente infernale che mangia la mela. Poi, gesto sovranamente grazioso, la Santa Vergine solleva il braccio del suo divino Gesù in un gesto benedicente sul mondo con le sue piccole dita semiaperte.

            Questo capolavoro di grazia e di pietà è dovuto al talento dell’artista Maestro Silvio Novaro, fratello del parroco di Regina Pacis p. Antonio. Tutte le famiglie di questa comunità parrocchiale, così unita e così viva, hanno risposto generosamente all’appello dei loro preti.

L’inaugurazione ufficiale ha luogo l’8 dicembre 1949, alla Messa dell’Immacolata Concezione, e si apre ad una esplosione di gioia e di soddisfazione. Infatti quando Mons. Civardi scopre il mosaico e, in un discorso emozionante e di alta ispirazione, spiega la ricchezza dei simboli, come anche la sua trascendenza nella spiritualità mariale della parrocchia, tutti i presenti applaudiscono freneticamente.

“Noi siamo tutti contenti e non si poteva aspettarsi di meglio” commenta il Parroco. Che le nostre modeste e fraterne felicitazioni raggiungano tutti i MONTEVERDINI.

(cfr Bulletin n°3/marzo- aprile 1950 pg. 14)

INAUGURAZIONE DEL MOSAICO DELL’ABSIDE  DI REGINA  PACIS –            8.12.1954

La festa dell’Immacolata Concezione, patrona della vostra parrocchia, è resa più solenne quest’anno per due felici circostanze: la chiusura dell’anno mariano e l’inaugurazione del magnifico mosaico che abbellisce la maestosa abside di questa chiesa, abside che si può veramente chiamare una apoteosi di Maria.

            Maria siede con maestà su un trono ornato di pietre preziose, con l’attitudine di una Regina. Dal 1949 fino ad oggi questa Regina aveva sì il suo trono, ma non aveva la sua corte per onorarla. La Chiesa la proclama Regina di tutti i Santi, ma nessun santo attorniava il suo trono. Ormai il vuoto è riempito.

Ormai la Regalità di Maria, che il Papa ha voluto recentemente onorare instituendo una festa appropriata, è completa. La Regina del cielo è attorniata da 6 Santi, che rappresentano le 6 categorie di Santi che l’onorano nel cielo. La scelta di questi 6 Santi è stata affrontata con un criterio perfetto.

            Nelle litanie noi invochiamo Maria come Regina dei Patriarchi ed ecco un illustre rappresentante della famiglia dei Patriarchi: il santo Re Davide che fu un antenato di Maria e di Gesù. È a lui che Dio promise che il Messia sarebbe uscito dalla sua discendenza. La profezia si è realizzata alla lettera, Gesù acclamato dal popolo Figlio di Davide. Sul rotolo che vedete accanto a Davide, rivestito di un manto regale, è scritta la celebre profezia.

            Nelle stesse litanie Maria è invocata Regina dei Profeti. Vicino a Lei si trova il più grande dei Profeti, Isaia. È lui che profetizzala prodigiosa nascita del Messia da una Donna Vergine: Ecce Virgo concipiet et pariet filium… parole riportate sul rotolo che tiene nelle mani.

            La Santa Vergine è proclamata Regina degli Apostoli; e qui il collegio apostolico è rappresentato da San Giovanni, l’apostolo vergine, che ha avuto una relazione del tutto particolare con Maria. È a lui che Gesù, morente sulla croce, ha affidato sua Madre con le parole conosciute ‘Ecce Mater tua’, parole riportate nel mosaico. Il vangelo ci ricorda che Giovanni prese Maria nella sua casa. Un apostolo vergine diventa il custode di una Madre Vergine.

            Noi proclamiamo Maria Regina dei Martiri e la falange purpurea dei martiri è qui rappresentata da un giovane particolarmente caro al cuore dei Romani, perché lui pure è romano. Si tratta di San Tarcisio, il glorioso martire dell’Eucarestia, che cadde sotto il colpo dei suoi nemici, per non abbandonare alla profanazione il pane eucaristico che egli portava, per loro sollievo, ai cristiani imprigionati e candidati al martirio. E questo pane, come voi vedete, lo tiene nelle sue mani, come su un altare.

            Nelle litanie la Vergine è salutata come Regina dei Confessori, e la numerosa e gloriosa falange dei Confessori ha qui un degno rappresentante nel Santo Pontefice Pio X, rappresentato nella maestà dei suoi ornamenti pontificali. Scelta eccellente, perché Pio X è stato vescovo di Roma ed è stato canonizzato in questo anno mariano. La sua canonizzazione ha raccolto un plebiscito di consensi nel mondo intero, come l’attesta la sua tomba (in san Pietro) sempre attorniata di fedeli. Inoltre Pio X è stato un benefattore di questa parrocchia: è lui che ha donato il terreno sul quale sorge la chiesa parrocchiale. È stata una scelta felice quella di riprodurre il suo stemma sull’arco trionfale, in segno di eterna riconoscenza.

            Finalmente salutiamo la Vergine Madre di Gesù come Regina delle Vergini. E qui la schiera tutta bianca delle Vergini è rappresentata dall’innocente fanciulla Maria Goretti, il cui corpo delicato riposa nella vicina Nettuno. Lì, lei ha subito il martirio per difendere la sua purezza. È per questo che la sua persona ci appare con una aureola di duplice gloria, verginità e martirio, bene simboleggiati da un giglio e una rosa.                                                                                               MONS.  CIVARDI

L’Immacolata Concezione  

Il Verbo di Dio volendo rivestire la natura umana si prepara una dimora degna di Lui nel seno di Maria.

È la Trinità ad operare: Padre, Figlio e Spirito Santo, poiché in essa non solo le persone sono inseparabili, ma anche le azioni.

Perché questa nuova creatura? Dato che il mondo fino a quel momento era tenebra e peccato, ecco che Dio crea una nuova creatura, pura ed immacolata. Il motivo di questo mistero sta nel fatto che l’incarnazione del Verbo era già stata decretata, fissato il luogo dove doveva discendere, il luogo dove doveva assumere l’umanità che avrebbe immolato, quel sangue che sulla terra sarebbe stato versato nel calice e in tutti i canali dei sacramenti per la salvezza del mondo.

La Santissima Vergine dal suo immacolato concepimento è inondata di grazie, perché è piaciuto a Dio non solo preservarla dal peccato, ma anche di colmarla delle sue grazie, i suoi doni sono superiori a quelli degli angeli e degli uomini, lo Spirito Santo la riveste del suo ardore; è il nuovo trono d’oro destinato ad accogliere il nuovo Salomone, dove è impensabile che il demonio si sia potuto sedere anche per un solo istante. In cielo avrebbe voluto sedersi sul trono dell’Onnipotente, ma per punire questo suo orgoglio, venne gettato nel profondo dell’inferno; ora il nuovo trono elevato per Dio, splendente per la maestà divina che lo circonda lo mette di nuovo in fuga. La sua debolezza è palese, la sua testa già schiacciata. Maria viene preservata dagli attacchi del peccato, perché deve diventare la dimora del Verbo, deve procurargli il vestito nuziale per la sua Incarnazione, la roccia per il suo sacerdozio, la materia per il suo sacrificio.

Come partecipare a questo mistero? Questa carne e questo sangue che Gesù prende da Maria e che offre in olocausto sulla croce, ce li offre nella Santa Eucaristia, noi veniamo incorporati a questo mistero per mezzo del battesimo che ne è lo stato permanente. Per mezzo della Santa Eucaristia siamo con Lui, abitiamo con Lui. “ubi habitas?” gli chiese un giorno uno degli apostoli. Abita nel cuore, sulle braccia, sulle ginocchia di Maria. Vuole che anche noi siamo dov’è Lui, e prima di chiamarci ad abitare con Lui nella gloria del Padre, vuole che abitiamo con Lui nella gloria della Madre.

Rallegriamoci di essere, in quanto Canonici dell’Immacolata Concezione, suoi figli. Onoriamo e facciamo onorare questo mistero. Conosciamolo, meditiamolo, facciamo in modo che sia per noi motivo di gioia, glorifichiamolo con il nostro comportamento ma soprattutto con la nostra umiltà. Nel suo immacolato concepimento Maria è stata preservata dalla macchia dell’orgoglio e a Santa Elisabetta dice che il Signore ha guardato l’umiltà della sua serva. Fondamento e legge della sua grandezza è l’umiltà. È per l’umiltà che ha schiacciato la testa di satana, che è l’orgoglio per antonomasia. Qui ha inizio la lotta tra l’umiltà e l’orgoglio. Chiediamo di essere umili, e con l’umiltà avremo anche tutte le altre virtù: la purezza, ecc… è l’umiltà che ci conduce a lei, che ci conforma a lei, e per mezzo della quale riceviamo in noi la sua immagine e la sua somiglianza.

(Dom Gréa, 8.12.1894)

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