Don Grèa e la devozione alla Beata Vergine Maria

Conferenza di p. Tarquinio Battisti tenuta nella parrocchia “Regina Pacis” in preparazione della solennità dell’Immacolata Concezione (04/12/2019)

Punti significativi della teologia mariana in dom Gréa:

Dom Gréa non parla di Maria se non in una prospettiva trinitaria, cristologica ed ecclesiologica, senza dimenticare che Maria è icona del mistero dell’uomo alla luce del piano redentivo.  Uno dei cardini della mariologia del nostro sta nel presuppore che ogni festa della Vergine è anche festa del Signore e viceversa. Da tenersi in debito conto anche il retroterra biblico e patristico. Se quello patristico, di norma, è presente nelle opere più significative: L’Eglise e La Liturgie.  Quello biblico lo si trova dovunque, anche e volentieri, perfino nelle sue numerosissime lettere.

Diversi aspetti che dom Gréa prende in esame riguardo alla devozione mariana:

Maria e la Santa Trinità[1]

            (in questa occasione coincidendo la chiusura del mese di maggio con la festa della Santissima Trinità dom Gréa affronta la relazione tra Maria e la Santissima Trinità) e afferma: Maria è il tempio della Santissima Trinità. Dio Padre estende in lei la virtù della sua fecondità, le concede di prendere parte alla generazione del Verbo, poiché come nell’eternità il Figlio nasce dal seno del Padre, così nel tempo il Figlio nasce dal seno di Maria. Pertanto la Santa Vergine è la madre del Figlio di Dio allo stesso titolo di Dio in quanto Padre, Maria condivide con il Padre l’onore e il mistero di questa generazione. Dio Figlio la chiama sua madre e la onora in quanto tale. Lo Spirito Santo discende in lei per portare a compimento il mistero dell’Incarnazione del Verbo, cioè l’unione della natura divina e della natura umana nell’unità della persona.

È questo il motivo per cui gode nella chiesa una dignità incomparabile. I teologi usano il termine: iperdulia, per sottolineare che se non le si deve l’onore dovuto a Dio, si tratta tuttavia di un onore più alto e sublime di quello dovuto ai Santi.

L’immacolato concepimento di Maria[2]

Il Verbo di Dio volendo assumere la natura umana, si prepara una abitazione degna di Lui nel seno di Maria.

Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, tutta la Santa Trinità opera. Dopo il peccato Dio crea una creatura completamente pura, immacolata. Il motivo di questo mistero lo si riscontra nel fatto che si sta già preparando l’Incarnazione del Verbo, il luogo dove deve discendere, dove deve assumere l’umanità che dovrà immolare, il sangue che verrà versato sulla terra dal calice e dai canali dei Sacramenti per la salvezza del mondo.

Inoltre fin dal momento del suo immacolato concepimento Maria è inondata di grazie, piena dei doni dello Spirito Santo. È il nuovo trono su cui siederà il nuovo Salomone.

Maria è preservata da ogni macchia di peccato, perché dovrà essere la dimora del Verbo, dovrà fornirgli la veste nuziale per la sua Incarnazione, l’altare per il suo sacerdozio, la materia per il suo sacrificio.      

Che abbiamo a che fare noi con questo mistero? Quella carne e quel sangue che Gesù prende da Maria e che offre in olocausto sulla croce, ci vengono dati nella Santa Eucaristia, con il Battesimo veniamo incorporati a questo mistero. Con La Santa Eucaristia siamo con Lui, abitiamo con Lui. “Ubi habitas” un giorno gli chiese uno dei suoi apostoli. Abita nel cuore, tra le braccia, sulle ginocchia materne di Maria. Vuole pertanto che noi siamo dove Lui è, e prima di chiamarci ad abitare con Lui nella gloria del Padre, vuole che noi abitiamo con Lui nella gloria della madre.

Noi, suoi figli, in quanto C.R.I.C. dobbiamo rallegrarci. Dobbiamo onorare e far onorare questo mistero. Dobbiamo conoscerlo, meditarlo farne l’oggetto delle nostre gioie, glorificarlo soprattutto con il nostro comportamento e in modo particolare con l’umiltà. L’umiltà che non solo sta a fondamento ed è la legge di ogni grandezza, ma anche perché con l’umiltà avremo ogni virtù: la purezza… è nell’umiltà che possiamo andare da lei, a lei conformarci e sviluppare in noi la sua immagine e la sua somiglianza.

Maria è esempio di come pregare… di come amare il mondo e gli uomini… il bel bianco manto che ci difende e ci protegge. Il giglio della purezza, la rosa dell’amore e dell’obbedienza, la viola della povertà e dell’umiltà.

Due gli aspetti presi in esame da dom Gréa nel: Sermone sull’Immacolata Concezione.[3]

  1. Cercare di capire come Dio ha santificato anticipatamente il suo tabernacolo, il luogo della sua dimora (mistero dell’Immacolata Concezione)

Il nostro prende le mosse dal ritorno degli Ebrei dalla schiavitù d’Egitto: come allora Dio volendo dimorare in mezzo al suo popolo ordina a Mosè di costruire un’arca, dettandogli anche i minimi particolari (ecce tabernaculum Dei cum hominibus et habitabit cum eis).

Ma questo non era che una figura che poi si realizzerà nel Nuovo Testamento: Dio stesso si sceglie una dimora ancor più bella, un tabernacolo ancor più glorioso, che Lui stesso abbellisce e santifica: questo tabernacolo è il corpo e l’anima della Beata Vergine Maria.

Per meglio approfondire questa meraviglia è necessario partire dalla creazione del mondo, dal peccato originale con le sue conseguenze per l’umanità tutta: morte, dolori, fatica. Ma Dio non si dimentica di ciò che ha creato: oltre a queste parole di condanna contro i nostri progenitori, fa riecheggiare una parola di speranza e di perdono. “porrò inimicizia…”

Maria diventa la nuova Eva, la nuova arca dell’alleanza, la nuova dimora immacolata senza peccato per la presenza di Dio tra gli uomini nel Figlio Gesù. (sanctificavit tabernaculum suum Altissimum…) e la chiesa può cantare: Tota pulcra es Maria et macula non est in te.

Dio che desiderava dimorare presso gli uomini, voleva che Maria fosse solamente sua e quindi senza ombra di peccato.

  • Quali in Maria le meravigliose conseguenze di un sì grande privilegio.

L’immacolato concepimento senza peccato originale.

La sua assunzione in cielo: era necessario che questo corpo, tabernacolo dell’Altissimo non subisse la corruzione, ma fosse assunta in cielo alla destra del Figlio in un trono di gloria e decorata del titolo di Regina del cielo e della terra.

Conseguenze pratiche per noi:

Impossibile possedere Dio e onorarlo veramente senza una perfetta purezza di coscienza.

Maria esempio per noi di ogni virtù.

Maria non è solo il giglio che risplende per il suo candore, è anche la rosa che arde d’amore per Dio e per gli uomini. Maria nutre un grande amore per gli uomini. L’amore che Gesù ha avuto per il mondo, lo si trova anche nel cuore di Maria.

O Maria, nostra madre, insegnateci, noi vostri figli, a meglio servire Dio e perché ciò ci sia possibile a sempre meglio conoscerlo.

L’Assunzione e l’Immacolata Concezione[4]

            Sono queste le due più belle feste della Santa Vergine. Nell’Immacolato concepimento già contempliamo il mistero, lo splendore e il trionfo dell’Assunzione. L’Immacolata Concezione è la creazione pura e senza macchia che Dio opera nel suo segreto consiglio, è l’anticipazione del mistero della redenzione che anticipatamente si realizza nel mistero della creazione di Maria, in questo mistero Dio crea quest’anima santa e creandola la purifica o meglio la preserva dalla sporcizia originale anticipando i meriti del suo sangue. La Vergine la si può paragonare ad una montagna ricoperta di neve splendente: Gesù viene ad abitare in questa montagna, lo Spirito Santo vi discende, Dio vi prende dimora come nell’arca.

L’Assunzione è il trionfo nel suo pieno splendore, poiché Maria è stata preservata dal peccato originale, deve essere pertanto preservata dalla corruzione della tomba, conseguenza del peccato. Come Maria è stata preservata dal peccato per l’anticipazione dei meriti di Gesù, così deve essere anticipatamente preservata dalla morte e dalla corruzione.

L’arca ricoperta d’oro, che non arrugginisce, con all’interno la manna raccolta nel deserto e la verga fiorita di Aronne non è che un simbolo della vera arca dell’alleanza: la Vergine Maria. Era infatti fatta di legno incorruttibile in forza dell’immacolato concepimento, era rivestita d’oro in forza delle grazie e dei doni dello Spirito Santo, è per lei che viene offerto al mondo non la manna del deserto, ma il vero pane disceso dal cielo di cui Nostro Signore ha detto: “io sono il vero pane disceso dal cielo, chi mangia di questo pane non muore…

Quali sono i titoli di gloria della nostra Madre?

Gesù ha detto: “colui che si umilia…” nessuno è più umile delle Vergine

Gesù ha detto: “chi vuol seguirmi, rinunci a se stesso…” non si trova martirio più nobile dei quello di Maria. Infatti – come dicono i Padri – i martiri hanno offerto il loro sangue di servitori, Maria invece offre il sangue di Nostro Signore, il sangue di Dio stesso.

Gesù ha detto. “chi mangia la mia carne e beve il mio sangue avrà la vita eterna”, ma è Maria che lo ha formato, è Maria che lo ha donato al mondo quale frumento per gli eletti. Da qui è facile rendersi conto quale stretto legame vi sia tra Maria e l’Eucaristia.

Gesù ha detto: “chi mi riconosce davanti agli uomini…” Maria questo ha fatto stando ai piedi della croce, e nel giorno della Pentecoste di fronte agli apostoli nel cenacolo…

Gesù ha detto: “Dio che ha risuscitato Gesù, risusciterà anche noi” (1a Cor 6,14). Basta pensare in questo caso alle relazioni dello Spirito Santo con Maria: viene a lei nell’Immacolato Concepimento, ritorna da lei nell’Annunciazione e nel giorno dell’Assunzione.

In questo giorno dell’Assunzione Maria viene coronata in cielo, riceve la corona della gloria, la corona dell’amore, la corona della misericordia. Certo anche questa. Infatti Maria è misericordiosa come il Figlio suo Gesù, poiché come lui è stata vittima e sacerdote per noi sul calvario.

Pertanto è a lei che dobbiamo ricorrere se abbiamo bisogno di forza, di prudenza…

Quando si vuol fare un complimento ad una madre si dice: “tuo figlio ti rassomiglia” …facciamo in modo che così si possa dire anche di noi nei confronti di Maria, nostra madre.

L’Annunciazione e l’Incarnazione[5]

            Cosa si intende per Incarnazione del Verbo? La venuta di Gesù, il Figlio di Dio, che viene sulla terra per portare a compimento l’opera che aveva iniziato quando aveva chiamato dal nulla tutte le cose…

Dopo la creazione del mondo viene il Verbo stesso di Dio ad assumere la nostra natura umana per elevarla alla dignità divina. Ma realizzare questa opera divina è, per così dire, dovuto ricorrere a tutta la sua bontà e misericordia. Per testimoniare al mondo la profondità del suo amore ha voluto purificarlo delle sue sozzure e per purificarlo ha scelto di essere lui stesso vittima e lavare i peccati con il suo sangue. Dio Padre ha amato il mondo fino a dare il Figlio per salvarlo…

Ma come compiere questo mistero? Quale tempio potrà accogliere una così augusta vittima? Dove trovare una terra dove poggiare il piede?

Nella Beata Vergine Maria.

Durante lunghi secoli Dio promette ed annuncia tramite i profeti questa venuta….

Ma Dio stesso era in attesa di una definitiva preghiera, un ultimo grido di supplica, un ultimo desiderio.

Questo ultimo desiderio è quello espresso dalla Vergine Maria. È questo ultimo desiderio di Maria che ha fatto tracimare la coppa dei desideri dell’umanità. Dio allora si è fatto vincere dalla sua bontà. Ha aperto il suo seno paterno ed ha inviato il Figlio per salvare il mondo.

L’Angelo Gabriele viene da Maria, la saluta quale piena di grazia e Maria dà il suo assenso alla domanda di Dio: fiat.

Si tratta dello stesso fiat che Dio aveva pronunciato all’inizio della creazione…

Ma Dio ora non lo vuole pronunciare con la sua bocca, vuole che sia pronunciato da Maria. È per mezzo di questo fiat di Maria che Dio porta a compimento la sua opera d’amore: l’unione della natura divina con quella umana.

In questo modo Maria diventa il vero tabernacolo di Dio; il Verbo divino discende in lei, si costruisce un tempio, tempio che Salomone aveva preannunciato e che ora ha come fondamenta le virtù di Maria. 

Come vi è stato un primo Adamo padre della vita del nostro corpo, così vi doveva essere un nuovo Adamo quale padre della vita delle nostre anime. Come abbiamo origine dal primo Adamo, così veniamo anche dal nuovo Adamo, siamo suoi, lui viene a noi, viviamo di lui. Questa vita ci è offerta nell’Eucaristia. È in forza di questo sacramento che ci fa partecipare al mistero della sua incarnazione e che ci offre il cibo della sua carne immolata che ha ricevuto da Maria. E questo si rinnova ogni giorno quando facciamo la comunione.

Il misero dell’Incarnazione, prepara quello della Passione[6]

            La festa odierna(festa dell’Annunciazione) ci invita a riflettere sui sublimi misteri della Passione. Nostro Signore, infatti, viene sulla terra, viene per soffrire, viene per ricevere il battesimo nel suo sangue, come Lui stesso afferma: ho un battesimo di sangue in cui devo venire immerso, insieme all’umanità intera, perché sia salvata e redenta.

Trascorreremo quindi questa festa insieme a Giuseppe e Maria in santo raccoglimento, per immergerci più profondamente nei sublimi misteri della sua passione, perché Dio ci conceda la grazia di trascorrere santamente questi santi giorni in vista della bella festa della Pasqua.

Maria e la Pentecoste[7]

            In questo giorno onoriamo in Maria ciò che ella è stata in rapporto allo Spirito: ella è stata il suo più perfetto tempio; infatti è in lei che l’umanità di nostro Signore, altro tempio dello Spirito, è stato formato.

Inoltre la Vergine ha ricevuto abbondanti grazie dallo Spirito nel giorno del suo immacolato concepimento, questo stesso Santo Spirito è venuto in lei nel momento dell’Incarnazione. Nel giorno della Pentecoste, stando insieme agli apostoli, come aveva a suo tempo deciso di affrettare il momento dell’Incarnazione, così ora invoca con le sue preghiere i doni dello Spirito sugli apostoli e i suoi discepoli.

In questa festa della Pentecoste celebriamo in un modo del tutto speciale anche la discesa dello Spirito Santo nel cuore di Maria. I sette doni dello Spirito.

Preghiamola pertanto affinché ci ottenga, mettendoci attorno a lei come una volta gli apostoli nel cenacolo, noi piccolo cenacolo, questa grazie, perché in forza della sua intercessione, i doni dello Spirito ci ravvivino negli impegni del nostro battesimo, della nostra vocazione e della nostra confermazione.

L’Assunzione di Maria[8]

            Dom Gréa prendendo spunto dalla narrazione del ritrovamento dell’arca e del suo collocamento nella città di David (2 Cronache 5) considera il tutto come un segno anche se debole, della festa dell’Assunzione di Maria, Madre di Dio. Come l’arca era il tesoro più prezioso per il popolo d’Israele, così Maria è il tesoro più prezioso per il popolo cristiano.

Questa solennità sta a significare non solo la gloria di Maria nostra madre, ma anche una consolazione per noi, suoi figli. I teologi ci fanno notare che è un errore credere che la Vergine è assunta nella gloria dei santi unicamente per la sua dignità incomparabile di Madre di Dio. Dio non incorona la dignità, ma il merito. Verità questa veramente consolante. Sono le virtù con cui la santa Vergine ha saputo onorare la sua dignità così sublime di Madre di Dio, che le hanno meritato il posto che occupa in cielo.

Questa festa ci offre due punti su cui riflettere:

1° le virtù che hanno fatto sì che Vergine meritasse la gloria nel cielo.

Con la festa dell’Assunzione la santa chiesa ci richiama tre misteri:

a) la morte gloriosa della Beata Vergine,

b) la resurrezione gloriosa del suo corpo,

c) la sua trionfante assunzione in cielo, quale coronamento.

  1. Maria doveva essere sottomessa alla legge della morte? Normalmente: no. In quanto – come afferma San Paolo – la morte è entrata nel mondo a causa del peccato e Maria era senza peccato (Tota pulchra). Ma ha voluto sottomettervisi per amore di Dio, del suo divin Figlio, per somigliargli in tutto, avendolo imitato durante la vita, gli vuol essere simile anche nella morte. L’amore si ricambia con l’amore. Ma la morte non ha presa su di lei, perché è solo un passaggio, questo non in riferimento alla sentenza di Dio verso i progenitori, ma solo per amore. Il corpo di Maria non è ridotto in polvere e questo per dimostrare che in forza della morte e resurrezione di Nostro Signore, anche Maria esce gloriosa dalla tomba.
  2. Quindi il secondo mistero che la chiesa onora in questa festa è la resurrezione gloriosa di Maria. Causa di questa gloriosa ed anticipata resurrezione è il tesoro delle sue virtù: la sua verginità, la sua purezza. Scrive Bossuet: ammiriamo in Maria lo splendore dell’operare di Dio: l’amore divino l’ha preservata dalla corruzione, la santa verginità l’ha rivestita del suo manto regale, e l’umiltà la prende per mano per porla sul suo trono.
  3. Terza virtù di questo mistero di questa festa: l’umiltà. “chi si umilia sarà esaltato…” Chi mai è stato così umile come Maria, lei la Madre di Dio, lei che ha portato nel suo seno il Creatore e Signore di tutte le cose…? Nel giorno dell’Annunciazione rimane sbigottita all’annuncio dell’angelo, nel giorno della nascita del Figlio sopporta senza lamentarsi il rifiuto di cui è fatta oggetto, nel giorno della Purificazione non esita a mescolarsi tra le altre donne del popolo, come se avesse bisogno di essere purificata come loro, nel giorno della morte del Figlio non ha paura di stare ai piedi della croce, nonostante le grida di disprezzo che sente, lei la madre di colui che è messo in croce come uno scellerato. Pertanto se vogliamo renderci conto del posto del suo trono nel Regno dei Santi, non ci resta che la profondità della sua umiltà. Colei che si è abbassata al di sotto di tutti, Dio l’ha innalzata al di sopra di tutti.

O gloriosa Regina, lasciando questa terra, non dimenticatevi dei vostri poveri figli che rimangono orfani quaggiù. Ricordatevi di loro e mostrate loro la via che devono seguire per raggiungervi.

2° le virtù in forza delle quali anche noi possiamo meritare la gloria eterna.

Imitare l’amore ardente, la purezza senza macchia, e l’umiltà profonda questo il modo migliore per onorare la nostra Madre celeste, il modo migliore per ottenere benedizioni e grazie:

  1. per prepararci, come lei, ad una morte serena,
  2. ad una resurrezione gloriosa
  3. ed avere un posto in paradiso.

Con San Bernardo possiamo dire: chi meglio di voi, gloriosa Vergine Maria, può rivolgersi al Cuore di nostro Signore Gesù? pregate voi per noi, presentategli le nostre necessità presenti, ma soprattutto dell’ora paurosa in cui saremo chiamati a rendere conto della nostra vita: ora pro nobis peccatoribus nunc et in hora mortis nostrae. 

Maria e l’Ascensione[9]

            Dovunque si trovi Gesù, là c’è anche Maria. Pertanto in questo mistero dell’Ascensione troviamo anche Maria vicina a Gesù. I misteri della vita di Gesù sono talmente legati ai misteri della vita di Maria, che tutte le feste di Gesù sono anche le feste di Maria.

E in questa festa dell’Ascensione, in cui l’umanità gloriosa di Gesù torna a riprendersi il suo trono nel cielo, non possiamo dimenticare che questa umanità santa è quella del Figlio di Maria, quella che Gesù ha assunto nel seno di Maria. Ma in questo mistero anche noi dobbiamo rallegrarci perché è anche l’esaltazione della nostra povera umanità.

Gesù salendo al cielo va a preparare un posto ai suoi eletti, alla chiesa sua sposa, ma innanzitutto va a prepararne uno per la sua divina Madre.

I misteri della purificazione

            Con Maria anche noi rechiamoci al tempio, dove costatiamo che Gesù tace e Maria medita in cuor suo, cuore che riceve per la prima volta il colpo di lancia che dovrà trafiggerla sul Calvario.

La troviamo presente con Gesù già all’inizio del suo sacrificio. Maria è sempre a fianco di Gesù, unendo il suo sacrificio a quello del Figlio. Non è possibile scindere l’immolazione di Gesù da quella di Maria.

I sentimenti di Maria sono gli stessi di Gesù. Offre Gesù a Dio Padre come vittima di espiazione per i nostri peccati. È lei stessa a presentarlo all’altare… nel suo animo veramente sacerdotale ella l’offre a Dio per la salvezza del mondo, ma con il suo sentire materno offre anche se stessa.

Anche noi, non solo religiosi, ma tutti, siamo chiamati, in certo modo ad essere vittima con Gesù sull’altare. Pertanto come Gesù è stato chiamato per mezzo di Maria, è necessario che sia Maria a presentarci all’altare.

E come sulla croce Gesù ha detto, rivolgendosi a Maria, mostrando Giovanni: “ecco tuo figlio”, così ora, o Madre santa, insieme a Gesù offriteci all’altare, non permettete che ci separiamo da Gesù, ma che veniamo continuamente immolati al Padre.

Come Dio ci ha donato Cristo per Maria, è per Maria che tutto abbiamo ricevuto.

Ora noi naufraghi in questo mondo, attacchiamoci a questa ancora di salvezza per avanzare nella santità nel cammino della nostra vita.

La presentazione di Maria al Tempio[10]

            Secondo la tradizione Maria aveva tre anni, quando Gioacchino ed Anna presentarono a Dio il fiore del loro focolare, la futura Madre di Dio, colei che avrebbe riempito il mondo con il profumo delle sue virtù.

Secondo Sant’Ambrogio Maria è modello di santità in quanto donna del raccoglimento, dell’obbedienza, del lavoro; dello spirito di preghiera. (nella Chiesa in Francia, in questo giorno, i chierici rinnovano le promesse clericali). Che cosa è la professione religiosa se non la rinuncia totale dei beni della terra per amore di Dio?

Non è l’attività che salva, né il successo, ma la santità. La santità umile e nascosta. Ciò che ha portato il clero all’infedeltà è stata la secolarizzazione. Pertanto ogni chierico dovrebbe, questo era il pensiero e la riforma di Gregorio VII, essere religioso. I Canonici Regolari quindi sono da ritenersi chierici per antonomasia.

Il Santo Nome di Maria[11]

            Il nome è una grande cosa. All’inizio Dio stesso impone un nome alle cose. In seguito, una volta destinato Adamo ad essere capo delle creature inferiori, gli ingiunse di dare un nome alle cose destinate al suo servizio. In seguito impose un nome a diversi importanti personaggi.

Essere chiamato per nome sta a significare la vocazione stessa a cui uno è chiamato. Chiama Maria per nome. Manda infatti un angelo alla Vergine per chiederle di portare al mondo il Figlio, che sarebbe nato dal suo ventre verginale con il nome di Gesù. Dà il nome a San Giovanni Battista. Gesù stesso impone il nome a Pietro. Dio chiama Maria per nome. Maria significa sovrana, signora regina. Maria affermano i Padri è colei che regna. Dio stesso l’ha destinata a questa sovranità, quando decise di rivestire il suo Verbo della natura umana.

Anche noi ci fregiamo del suo nome benedetto (Canonici di Maria Immacolata). Colui che porta il nome dei propri avi è chiamato ad essere il responsabile dei beni terreni ereditati, ma soprattutto dell’onore, delle virtù, delle gesta eroiche.

In quanto eredi di questo nome dobbiamo:

1° essere umili (respexit humilitatae ancillae suae). Tutto sia noi che Maria abbiamo ricevuto da Dio.

2° essere casti: cioè essere suoi nel servizio dei fratelli. Siamo suoi in forza della creazione, della redenzione e della consacrazione.

Gesù ascendendo in cielo la lascia sulla terra per formare la Chiesa nascente. La chiesa è la sposa, Maria è la madre, sta a lei formare e preparare la sposa del Figlio suo.

La scrittura ce la presenta circondata di sole, cioè il Figlio, e con la luna sotto i suoi piedi cioè la Chiesa.

Noi, che ricorriamo alla protezione di Maria, non possiamo permetterci di esserle infedeli.

I sette dolori della Vergine Maria (La compassione di Maria)[12]

            Il sacrificio che Nostro Signore ha offerto sulla croce, non è solamente l’oblazione dell’umanità che ha preso nel seno di Maria, ma dato che questa umanità è il compendio della creazione tutta, è stata anche l’oblazione di tutta l’opera di Dio. Ora perché quest’opera di Dio potesse essere portata a termine da Gesù c’è stato bisogno di due persone: Maria e la Chiesa. Maria sua madre e la chiesa sua sposa. Era quindi necessario che Maria e la Chiesa fossero associate al sacrificio di Gesù.

la Chiesa: con i martiri delle persecuzioni, con il martirio incruento degli anacoreti, dei confessori, dei religiosi, con la santità che altro non è che un’immolazione. Con la santa comunione: che unisce la carne dei cristiani a quella immolata di Gesù, facendoli così partecipi dei frutti della sua passione e della sua resurrezione

Maria: anche lei deve essere offerta. Infatti dà a Gesù la materia per il suo sacrificio, donandogli l’umanità; e donandola a Gesù la dona anche alla chiesa. Quindi tra Gesù e Maria si instaura una stretta unione attraverso cui viene immolata con Lui.

Cosa veramente meravigliosa. Gesù con il suo sacrificio presenta al Padre ciò che ha di più caro. Gli presenta sua madre e la sua sposa. Infatti dal suo sacrificio Gesù fa nascere la sua chiesa, è dal suo sacrificio che purifica e prepara la madre sua. La vita di Maria è un insieme misterioso di dolori e di gioie: la nascita di Gesù, la vita nascosta a Betlemme, la fuga in Egitto…

Nella vecchia alleanza era prescritto che non si poteva mai immolare lo stesso giorno l’agnello e sua madre. Questa legge piena di dolcezza della legge di Mosè non viene osservata nella nuova alleanza e nello stesso giorno viene immolato Gesù e la madre Maria. Pertanto in questo suo soffrire vi è qualche cosa di sacro: una partecipazione al sacerdozio del Figlio. Come i martiri che offrono il loro sangue per amore di Dio e per conservare la fede, anche Maria offre il suo sangue poiché questo sangue che sgorga dalle piaghe di Gesù è il sangue di Maria.

L’immolazione di Maria è qualcosa che continua, come continua per l’eternità il sacrificio di Gesù, dato che Gesù ha voluto conservare le sue piaghe per intercedere per noi, così anche il sacrificio di Maria continua in quanto continuerà ad offrire al Padre Eterno, il sangue di Gesù che è sangue suo.

Così facendo Maria diventa nostra madre e madre della chiesa. Come Gesù si offre per la chiesa anche Maria si offre. Per questo motivo, con espressione ardita, ma non contraria allo spirito della chiesa, diciamo che Maria è stata associata all’opera della Redenzione; che Gesù è il Redentore e Maria la Corredentrice, la nuova Eva che Dio ha posto accanto al nuovo Adamo.

Maria soffre non solo ai piedi della croce, ma bisogna andare molto più in dietro. Come Gesù ha iniziato a soffrire entrando in questo mondo, così i dolori di Maria hanno avuto inizio quando pronunciò il suo fiat, in questo fiat era rinchiuso tutto il mistero del sacrificio del Figlio e del suo, a cui dava il suo assenso.

Questo ricordo del sacrificio l’ha sempre accompagnata nella sua vita: quando presentò al tempio il suo giovane agnello, quando prendeva tra le sue braccia Gesù bambino, quando presentava Gesù a Dio come vittima per il peccato, anche lei sentiva di essere vittima, quando Simeone le disse che suo Figlio sarebbe stato segno di contraddizione ed una spada avrebbe trafitto il suo cuore. Questa spada sta a significare anche la sua immolazione. Quando Gesù sale al calvario, Maria lo segue. Maria e Gesù sono non solo due sacrificatori, ma veramente ambedue vittime.

Maria è la madre di tutti gli eletti, perché tutti sono eredità di Gesù e Gesù li affida tutti a Maria in Giovanni, sono tutti figli di Maria in forza dell’unione così stretta tra Gesù e gli eletti, tra il capo e le membra. Pertanto essendo Gesù vero figlio di Maria anche gli eletti lo sono. Come il mistero che fa della chiesa la carne della carne di Gesù e osso delle sue ossa, così anche Maria diventa in forza dell’unione così stretta con il Figlio suo, madre di tutti gli eletti.

Sull’Ave Maria[13]

            Tra gli insegnamenti che scaturiscono dalla festa odierna (l’Annunciazione) ve n’è uno sul quale riflettere per           qualche istante: la devozione alla bella preghiera che per la prima volta è risuonata su questa terra nel mistero dell’Annunciazione, il saluto angelico dell’Ave Maria. Quella più spesso recitata, ma anche, per questo, la più distrattamente recitata, data l’abitudine.

Per meglio recitarla prendiamo in esame due punti:

  1. Quali tesori di gloria e di onore vi sono racchiusi per la Santa Vergine a cui viene rivolta: l’onore è un segno speciale di rispetto verso una persona che ne è degna.

Ora con l’Ave Maria tre sono le persone che onorano Maria: Dio Padre, N.S. Gesù Cristo, gli uomini.

Dio Padre: che effonde su di lei ogni benedizione, ogni onore, ogni specie di compiacimento; la preserva dal peccato originale e la chiama, se vuole, a diventare il santuario e la madre di Colui che è l’autore stesso della grazia, la grazia personificata. È chiamata a portare in lei e a donare al mondo il Signore del cielo e della terra, il Redentore da lungo atteso dal genere umano.

Il secondo personaggio è N. S. Gesù Cristo che a Nazareth era a lei sottomesso, le obbediva, la serviva, la onorava, la santificava, perfezionava Maria. Certo non recitava l’Ave Maria, ma la viveva rispettando la madre, riconoscendo in lei la piena di grazia, la colmava di ogni benedizione celeste…

Dobbiamo essere convinti che non vi è nulla di paragonabile alla recita frequente e fervente dell’Ave Maria. Perché in questa preghiera vi è racchiuso un meraviglioso compendio delle nostre devozioni verso di lei. Noi dobbiamo avere un duplice culto verso Maria: dobbiamo rallegraci per i suoi innumerevoli privilegi e dobbiamo pregarla perché ci conceda le grazie che ci sono necessarie.

In questa semplice preghiera dell’Ave Maria vi riscontriamo questo duplice culto: nella prima parte glorifichiamo Maria come nostra regina, ce ne rallegriamo per le gloriose prerogative, ne riscontriamo le gioie scoprendosi onorata da Dio Padre e dal suo amato Figlio; nella seconda parte la invochiamo nostra avvocata e nostra mediatrice presso Dio, le chiediamo di intercedere in nostro favore e di ottenerci le grazie di cui abbiamo bisogno.

  • Quali tesori di grazie e di benedizioni ce ne possono derivare (“chi riverisce la madre è come chi accumula tesori” Sir 3, 3): grazie spirituali e temporali durante la vita e nell’ora della morte.

Quindi, cari fratelli, in questa festa dell’Annunciazione, ravviviamo la nostra devozione per questa bella preghiera. Una volta che ne abbiamo compresa la magnificenza non ci meraviglieremo per l’amore che ne hanno avuto i santi e per come se ne sono serviti.

Maria: nostra Signora del Monte Carmelo – sul santo scapolare –[14]

            La Santa Vergine ha donato alla Chiesa lungo i secoli grazie speciali, ma soprattutto le ha donato società destinate ad onorarla: Nostra Signora del Monte Carmelo o ordine del Monte Carmelo, l’Ordine dei Mercenari per il riscatto degli schiavi, l’ordine dei Serviti, i Premostratensi, ordine dedicato al culto mariano, l’ordine dei Carmelitani, ma anche noi in quanto C.R.I.C.

Oggi vorrei parlarvi del santo scapolare e della devozione alla Vergine Santa.

È stato rivelato al beato Simon Stock (a questo religioso carmelitano inglese, gli appare la Vergine il 16 luglio 1261 dicendogli: ecco, caro figlio, ricevi questo segno del mio amore: sarò per te e per i tuoi figli un segno di salvezza, uno scudo contro i pericoli, un segno della mia speciale protezione: poiché colui che lo indosserà sarà preservato dal fuoco eterno”) che tutti coloro che avessero portato il santo scapolare, recitato il piccolo ufficio, avrebbero goduto di una speciale protezione della Vergine e che sarebbero liberati dal Purgatorio il sabato seguente alla morte.

La chiesa, pur trattandosi di una pia credenza, non l’ha condannata. Indossiamo quindi il nostro scapolare, anche se la gente del mondo spesso non vi dà nessuna importanza (a cosa serve? a chi serve?).

Eppure se la gente del mondo va fiera per quel nastro che è segno della loro appartenenza alla Legione d’onore, quanto più noi dobbiamo tenerci al nostro scapolare che è segno della nostra appartenenza alla legione della Vergine Santa, in forza del quale prendiamo parte ai meriti e alle buone opere che vengono praticate nell’ordine del Carmelo.

Lo scapolare è quel mantello della Vergine sotto cui ci rifugiamo tutti per proteggerci dagli attacchi del mondo e del demonio. (come la chiocciola chiama i suoi pulcini per proteggerli da ogni attacco di uccelli predatori).

Lo scapolare è segno quindi:

1° di una speciale protezione di Maria: certo tutti godono della protezione di Maria, ma tra questi ve ne sono alcuni che godono di una sua speciale protezione: quelli che appartengono alla confraternita del Monte Carmelo, coloro che indossano con amore lo scapolare (come poter rimproverare ad una madre una speciale predilezione per il suo primogenito, per colui che per primo l’ha resa madre?)

Ma questa tradizione la si può far salire al racconto della Sacra Scrittura dove si parla dell’empio Acab e della moglie Gezabele durante il cui regno si ebbe una grande siccità che terminò con l’intervento di Elia e il ritorno della pioggia (1Re 18, 41-46). Qui un ordine di pii eremiti, partendo dalla piccola nube che era arrivata dall’oceano e interpretata da Elia quale segno profetico di un’umile vergine, iniziano a venerare la Vergine e ad onorarla.

2° scudo contro i pericoli: quali sono questi pericoli? Pericoli del corpo e dell’anima (a questo punto dom Gréa riporta diversi prodigi attribuibili a chi segue questa tradizione dello scapolare).

3° pegno di salvezza: come infatti potrebbe la nostra Madre del cielo abbandonare i suoi figli al momento decisivo per la loro eternità, se è stata così piena di attenzione verso di loro durante la vita? (promessa fatta dalla Vergine al papa Giovanni XXII che se uno dei suoi figli fosse andato in Purgatorio ne sarebbe uscito il sabato seguente alla sua morte).

Dobbiamo avere, quali buoni cristiani, rispetto e devozione per lo scapolare e ricordarci che la devozione alla Vergine sta ad indicare il livello di pietà che abbiamo verso Gesù e verso Dio. Chi non nutre una devozione verso Maria, non l’ha neppure verso Gesù, poiché Maria è la madre del bell’amore, la madre del timore, la madre della luce, della santa speranza, della pietà.

La perseveranza alla devozione alla Beata Vergine Maria[15]

            (dopo aver parlato della bella tradizione del mese di maggio dedicato a Maria) dom Gréa si chiede quale ne sia la finalità ultima e ne dà la risposta: colui che persevererà fine alla fine sarà salvato (Mt 10, 21) in altre parole: nulla vale iniziare bene, se poi non si continua per arrivare felicemente alla meta: perseverare nel culto, l’amore e l’imitazione della Vergine santa.

1° cos’è la perseveranza? È la virtù che fa sì che aspettiamo con pazienza e senza scoraggiarci il risultato e il coronamento dei nostri sforzi. Guardate il contadino: non ha fretta… non si scoraggia… sa attendere… questo vale sul piano temporale come su quello spirituale. Senza la perseveranza nulla si può, sia nell’ordine naturale che in quello spirituale.

2° quale ne è l’utilità: ecco come risponderebbe San Bernardo: “la perseveranza è la consumazione perfetta di tutte le virtù, è la sorgente della verità, è la mediatrice di ogni ricompensa, sua compagna inseparabile è la pazienza e la costanza ne è la madre; essa è la roccaforte della santità; è solo lei che ha come risultato l’eternità beata, o meglio è solo lei che ci può introdurre in cielo”.

Non è praticando una sola volta la carità verso il prossimo che si diventa perfetti, ma nel perseverarvi, senza scoraggiarsi. Guardate come gli uccelli costruiscono con pazienza il loro nido o come lo scultore arriva alla perfezione della sua opera…. Pertanto chi vuol raggiungere la ricompensa eterna del cielo, ha bisogno di una ferma perseveranza nelle virtù.

3° risvolti pratici della devozione alla Vergine. Ecco quanto scrive Sant’Alfonso: “un vero servitore di Maria non perirà mai”. Spesso si è fatto un abuso di queste parole. Tanto è vero che non può essere ritenuto bravo e fedele imitatore della Beata Regina del cielo, colui che l’onora nella sua giovinezza, ma la trascura nella sua adolescenza e nell’età matura, colui che la venera un giorno e l’indomani la offende, colui che oggi si mette al suo servizio e domani agisce come se non l’avesse mai conosciuta.

Concludendo: la devozione alla Vergine non può essere limitata ai trent’un giorni del mese di maggio, ma deve continuare per tutto l’anno, per tutta la vita: sarà questa perseveranza che ci permetterà di camminare con costanza e senza defezione sul retto cammino che conduce al cielo, sarà la nostra gioia e la nostra consolazione sul letto di morte, sarà per lei che verremo introdotti nella beata eternità.

Il rosario in famiglia[16]

            Cari figli mi rivolgo a voi in questa festa del Rosario, devozione tanto cara agli avi e che vige ancora nelle famiglie veramente cristiane, per parlarvi di quale stima nutrissero per questa devozione e quali frutti di benedizioni ne hanno usufruito i nostri avi. (a questo punto il nostro riporta la conversione di Louis Veuillot[17], il quale venuto in Italia e imbattutosi in una famiglia dove si recitava il rosario, si converte rendendosi conto di quale pace e gioia questa famiglia godesse).

1° il rosario in famiglia è sorgente di benedizione per ogni individuo

            Gesù ha detto agli apostoli: chiedete ed otterrete… recitando il rosario noi chiediamo al Signore di venire in nostro aiuto, ma anche ci rivolgiamo a Maria, Regina del cielo, per chiedere la sua intercessione. Con la recita del rosario ci rivolgiamo al tesoriere delle grazie di Dio. È ancora più efficace quando viene recitato da un gruppo riunito a questo proposito, come nel caso della recita in famiglia. (vengono quindi riportati due esempi).

2° il rosario in famiglia è sorgente di benedizione per tutta la famiglia

            Questo perché Nostro Signore ha detto: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. Per quale motivo è in mezzo a loro se non per esaudire le loro richieste. A questo si deve aggiungere che essendo questa preghiera rivolta da più persone al tesoriere di Dio Maria, che è in mezzo a loro insieme al suo Gesù, il rosario recitato in famiglia sarà sorgente incomparabile di benedizioni divine. (anche qui segue un esempio)

3° il rosario in famiglia è sorgente di benedizione per il paese (per la nazione)

            Questa devozione che onora Dio e la Santa Vergine è sorgente di ogni benedizione. Lasciatelo cadere in disuso e ne vedrete le conseguenze.

D’altronde non è per la salvezza dei popoli che la Santa Vergine ha fatto discendere dal cielo su questa terra questa benefica devozione alla fine del XII secolo consegnandola a San Domenico? Non è per lo stesso motivo che nel XIX secolo apparve ad una povera pastorella, Santa Bernadette, raccomandandole di recitare il rosario, dandole lei stessa l’esempio? E questo ha convinto il papa Leone XIII a fare del mese di ottobre il mese del rosario.

Terminando: interroga patres tuos et dicent… interrogate i vostri padri… e vi diranno quali frutti particolari hanno ottenuto da questa tradizione. Noi pertanto vogliamo seguire l’esempio dei nostri padri, noi vogliamo essere ad ogni costo i degni eredi delle loro virtù, noi vogliamo soprattutto mostrarci loro veri figli e seguaci della loro devozione verso la regina del cielo.

Maria e gli Ordini[18]

            Nell’incontro con i teologi nel 1896, per onorare la memoria di San Tommaso, uno di loro ha parlato del “Sacerdozio di Maria”. Al termine queste sono state le riflessioni di dom Gréa, restauratore dell’ordine canonicale in Francia.

L’espressione – dice – “sacerdozio di Maria” non gli piace e non c’è motivo di aggiungere altre espressioni nei riguardi di Maria.

La chiesa su questo punto è molto prudente così come anche i Padri. L’espressione “Virgo sacerdos” è stata coniata da un poeta.

Spesso ci si sforza di dimostrare che Maria ha effettuato funzioni di prete, diacono, suddiacono, ed altri ordini. È errato. Se Maria ha svolto funzioni e compiuto atti di questo tipo, non li ha mai sfolti in qualità di prete, diacono…

Si sente dire a volte che Maria in qualità di prete porta Gesù a Giovanni per purificarlo come i preti lo offrono alle anime, che lo presenta ai maggi, che lo presenta al tempio in qualità di prete, che lo sacrifica sul calvario come prete…

Non è corretto. Parlando correttamente si può solo dire che Maria ha offerto Gesù sul Calvario come se fosse prete, ma questa parola “prete” uno la può usare solo “en passant” – di sfuggita.

Questo vale anche per l’ordine degli esorcisti, lettori… dato che Maria mai ha letto la Sacra Scrittura nel tempio in qualità di lettore…

Solo per analogia si può dire che Maria ha una certa relazione con queste funzioni.

Maria a volte è detta “Regina cleri”, ma lei non ha mai ricevuto il carattere clericale.

Al massimo si potrebbe dire che Maria ha in certo qual modo a che fare con gli ordini, in quanto si può riscontrare in Maria una somiglianza con gli ordini. Per esempio Maria la si può considerare come modello dei diaconi, poiché come il diacono canta il vangelo, così Maria ha offerto il vangelo donandoci Gesù. 

San Giovanni e Maria[19]

            come Dio ha voluto fare del cuore di Giovanni un santuario dell’amore, nello stesso modo ha voluto fare della Beata Vergine la madre del genere umano.

Se è un grande onore per Pietro essere il vicario di Gesù Cristo sulla terra, è un grande onore per Giovanni essere il vicario di Gesù Cristo nella Santa Vergine. Nostro Signore ha voluto essere rappresentato nella sua chiesa da un vicario e questo vicario è Pietro; ma ugualmente ha voluto essere rappresentato nella madre sua da un vicario e questi è Giovanni. Il vicario di Cristo nella chiesa ha delle prerogative che spettano solo a Nostro Signore, come Cristo è capo della chiesa; così anche Pietro suo vicario, sta a capo della chiesa, così avviene anche per Giovanni. Quando Nostro Signore dice a Giovanni: donna ecco tuo Figlio, sta ad indicare che Maria deve considerare San Giovanni come un altro se stesso e vuole che Giovanni consideri Maria come madre sua.

Per concludere: due invocazioni di dom Gréa a Maria

come Gesù bambino, offriamo tutti i nostri desideri e tutte le nostre azioni a Maria. O Maria, montra te esse matrem… sii la nostra madre, dateci i vostri consigli, i vostri pareri, insegnateci ad amare e ad imitare le vostre virtù, la vostra umiltà, la vostra purezza; ci mettiamo dinnanzi a voi quali bambini che sulle ginocchia della mamma imparano i comandamenti del Signore, prendeteci sulle vostre materne ginocchia, fate sì che nutriamo un forte interesse per il vostro culto  e una decisa volontà di seguire le vostre virtù, la vostra purezza, il vostro amore per il sacrificio. Diciamo con tutto il cuore: dignare me laudare te, virgo sacrata. Concedeteci la grazia di lodarvi degnamente e per questo donateci la forza per respingere ogni genere di male.

(vigilia di Natale – meditazione durante il capitolo del 1895)

Santa Maria, presentatemi al vostro divin Figlio, fate sì che possa prestare ascolto alle parole del suo cuore, mentre le sue labbra sono ancora chiuse e non sa parlare; fate sì che ami questo silenzio di Gesù; fate sì che ami tutto quello che questa culla mi ispira; fate sì che ami questa povertà di Gesù, in spirito di sacrificio e d’immolazione. (vigilia di Natale – meditazione durante il capitolo del 1895)


[1] 31 maggio 1896

[2] 8 dicembre 1894

[3] Mannens, 8 dicembre 1900

[4] 14 agosto 1896; cf anche 15 agosto 1890.

[5] 24 marzo 1896

[6] 25 marzo 1895

[7] 23 maggio 1896

[8] 14 agosto 1896

[9] 14 maggio 1896

[10] 21 novembre 1894

[11] 9 luglio 1894

[12] 4 aprile 1894

[13] Mannens 25 marzo 1901

[14] Mannens 21 luglio 1901

[15] Mannens 31 maggio 1901

[16] Mannens 5 ottobre 1902; festa del santo rosario.

[17] Giornalista e scrittore francese (1813-1883)

[18] 26 dicembre 1893

[19] 31 dicembre 1895

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