CONSIGLIO GENERALE IN BRASILE. Ne valeva davvero la pena!

“Che ci vai a fare in Brasile? A fare carnevale?” Con battute del genere alcuni amici a cui ho riferito del viaggio che mi apprestavo a compiere a gennaio 2019 hanno ironizzato. Per molti italiani, dire Brasile vuol dire calcio, Carnevale, spiagge e divertimento… 

“C’è qualcosa di meglio in Brasile del Carnevale, ci sono i CRIC e i loro amici che ti sanno scaldare il cuore e donarti tanta gioia”. Rispondevo io con ironia ma anche con convinzione.

“Venite a fare il Consiglio in Brasile” ci aveva sollecitati padre Giuseppe Chiarini nell’incontro del Consiglio generale dello scorso anno, “sarebbe importante per noi confratelli e per i nostri fedeli sentire la vicinanza dei superiori della nostra comunità”. La proposta ci è sembrata subito suggestiva anche se, i costi del viaggio, gli impegni pastorali, la consuetudine della casa generalizia come luogo deputato per questi incontri, i pregiudizi di alcuni confratelli ci lasciavano un po’ titubanti… Dopo un po’ di riflessione ci siamo decisi e, il pomeriggio del 6 gennaio 2020, siamo partiti.

In compagnia del Padre generale, padre Rinaldo, e di Padre Angelo ho fatto un’altra transvolata: da Roma a Parigi, da Parigi a San Paolo e da San Paolo a Goiania, la capitale del Goias, lo stato del Brasile ove si trovano i nostri confratelli.. Un viaggio lungo (una giornata) ma tutto sommato bello e tranquillo. All’aeroporto di Goiania il fisico asciutto ed il volto sorridente di Padre Renato ci si è fatto incontro e ci ha dato il suo caloroso benvenuto e poi, in macchina, ci ha portati a destinazione: il seminario Santa Monica a Brazabrantes.

I miei occhi durante il tragitto erano spalancati per ammirare le meraviglie di questo straordinario paese: la grande estensione dei pascoli, delle foreste, il colore rosso della terra, l’azzurro terso del cielo, gli orizzonti sconfinati..

Il seminario Santa Monica mi è parso subito un paradiso: il verde del prato, i colori sgargianti dei fiori e degli alberi da frutto, gli edifici di questo moderno monastero con al centro la cappella circolare.. tutto mi ha conquistato, affascinato… Tanta bellezza e cura nasconde un grande cuore: quello dei confratelli Fiorenzo, Tino, Renato e Giuseppe, aiutati dal tocco femminile di Janete e Iolanda.

L’accoglienza è stata davvero eccezionale: gli abbracci calorosi, la sistemazione nelle stanze, il ritrovarci attorno alla mensa per il pranzo ottimo e abbondante, ci ha fatto sentire subito a casa.

Nel pomeriggio, con l’arrivo di Padre Thomas, la squadra del Consiglio generale era al completo e ha potuto programmare i suoi lavori in modo intenso ed efficace. In questo ambiente tranquillo e sereno, anche il confronto su argomenti delicati e spinosi si è rivelato molto proficuo.

E’ stato molto bello condividere la vita di questi fratelli: la preghiera della liturgia delle ore, i pasti, il racconto della storia CRIC in Brasile con i momenti di entusiasmo e le difficoltà, con i suoi sogni e le sue paure, con le incertezze ma anche i suoi punti fermi… 

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La vita fraterna e la comunione nel ministero presbiterale è il dono più grande che abbiamo ricevuto in eredità da dom Gréa e che cerchiamo di trasmettere alla Chiesa di oggi. E’ proprio in questa linea che i confratelli brasiliani hanno scelto, da un anno, di condividere in solido la responsabilità delle tre parrocchie di Goianira, Brazabrantes e Sant’Antonio. E’ un’esperienza nuova per questi luoghi e quindi non mancano i dubbi e le difficoltà ma l’entusiasmo dei confratelli e la generosità dei parrocchiani lasciano intravvedere i primi frutti di bene. Sono proprio questi frutti che noi abbiamo contemplato nelle visite di fraternità alle varie comunità. Accanto ai lavori del Consiglio, la sera ci siamo ritagliati dei momenti per accompagnare i vari confratelli nelle celebrazioni delle messe o delle novene nelle varie località. Accanto alle chiese parrocchiali, ove si ritrova la comunità per le celebrazioni domenicali o quelle più importanti, il vasto territorio è servito pastoralmente grazie al sorgere di piccole cappelle ove i fedeli di quella zona si trovano per pregare e celebrare l’eucaristia. E’ qui che abbiamo visto e toccato con mano quella ministerialità e fraternità di cui hanno bisogno tante volte anche le nostre parrocchie. Una delle esperienze più belle per me sono state le novene a San Sebastiano o alla Madonna del Perpetuo Soccorso: un radunarsi di persone semplici, spesso in case private, dove, attraverso la preghiera si creano quelle belle relazioni, rinsaldate da un’agape di condivisione. Anche le liturgie domenicali erano sempre ben curate con l’animazione musicale e la presenza di lettori e ministri straordinari dell’eucaristia..

L’attenzione ai poveri è un’altra caratteristica dei nostri confratelli ed in modo speciale di padre Giuseppe che per anni ha seguito la pastorale dei “sem terra”, gente che ha lottato per una riforma agraria attenta ai bisogni della povera gente e che ora sta avviando, con l’aiuto economico della diocesi di Mantova,  un progetto di orti solidali. Nella attività caritativa come non ricordare Maria Ausilia Oddo, da sempre accanto ai nostri padri, nell’impegno a favore delle famiglie povere e degli orfani. Molti parrocchiani di Roma la conoscono bene in quanto è lei il punto di riferimento delle numerose adozioni a distanza avviate dai nostri fedeli.

“Vado a salutare i vostri bambini” ho detto scherzando alle numerose famiglie di Natività di Maria che da anni ormai portano avanti con generosità questa bella iniziativa. E’ stato bello, incontrare alla messa domenicale una di queste famiglie e cogliere nei loro volti la gioia e la gratitudine per questa attenzione.

“Ne vale la pena, fare un viaggio così lungo per pochi giorni di Consiglio?”

Era la domanda che ci hanno fatto dei confratelli, era il dubbio che ci ha accompagnato per tutta l’esperienza..

 “Sì, ne valeva proprio la pena!” è stata la risposta sicura che ci hanno dato i nostri confratelli del Brasile, grati per l’ascolto, il dialogo, il confronto, l’incoraggiamento e la condivisione vissuti in questi giorni.

“Sì! Ne valeva proprio la pena” possiamo affermare noi che abbiamo visto per la prima volta un po’ di Brasile ma torniamo arricchiti da questi giorni di fraternità e di comunione ecclesiale.

“Sì! Ne valeva proprio la pena” dal momento che, appeno tornato, condividendo le emozioni di questa esperienza, una signora della parrocchia mi si è avvicinata e mi ha chiesto di far parte di queste famiglie adottanti…

Fare del bene fa sempre bene!

Padre Francesco Tomasoni

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