COMUNITA’ ITALIANA: CAMBIAMENTI IN CORSO?

Il Superiore generale ha intrattenuto numerosi colloqui in questi ultimi mesi con l’Animatore territoriale P. Giuseppe Beffa e gli altri confratelli della Comunità territoriale italiana. Anche in seguito alla morte di P. Giambruno Chitò nel luglio scorso, sono inevitabili alcuni avvicendamenti in diverse Comunità locali. Il Superiore generale, d’intesa con l’Animatore, avrà cura nei prossimi mesi di proseguire il dialogo con i confratelli italiani, per arrivare a definire gli spostamenti necessari in tempo con la riunione estiva del Consiglio generale (22 giugno-2 luglio).

LA PAURA DI CAMBIARE (don Fabio Rosini)

Siate pronti con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese”: è il capitolo XII del Vangelo di Luca. Vivere pronti a uscire, pronti a partire, vivere pronti a seguire il Signore Queste erano le norme della Pasqua. La Pasqua, come è raccontata nel capitolo XII del libro dell’Esodo, è la storia di una liberazione inaspettata. Bisogna stare una notte pronti a partire, pronti a lasciare le cose, pronti a togliersi di mezzo, perché Dio ci chiama da un’altra parte.

Mai assolutizzare i luoghi, mai assolutizzare i possessi, mai assolutizzare le situazioni: bisogna essere sempre con i fianchi cinti, perché tanto viene sempre il giorno del Signore che non è necessariamente il giorno della morte, ma il giorno in cui muoiono le cose, il giorno in cui finisce un’epoca. Quanta gente che sta lì in cose che deve lasciare, da cui deve allontanarsi. Quanti fidanzati che perpetrano l’assurdità di continuare un fidanzamento fuori luogo, vecchio e ormai stantio, che non porterà al matrimonio e lo sanno.

Quante persone attaccate ad operazioni che sono da ristrutturare completamente. Quante volte siamo affezionati alle nostre domande infantili, alle nostre ricerche di bimbi e chiediamo alla vita che risponda a domande antiche. Ma la vita non risponde a quelle domande: la vita è nuova, la vita ci destabilizza. Il Signore ci chiama a lasciarci stanare dalle nostre buche, dai luoghi dove ci rintaniamo. È interessante che questo verbo che viene usato per Erode, “restò turbato”, viene usato – per altro in maniera ancora più rafforzata, con una particella posta prima del verbo – nel Vangelo di Luca, al capitolo primo, quando l’angelo Gabriele visita la Beata Vergine Maria: “Alle parole dell’Arcangelo Gabriele ella restò turbata”. Succede la stessa cosa pure a lei, solamente che quello sarà il momento della fede.

Cosa sono le destabilizzazioni? I momenti in cui passare alla fede. Cosa sono le cose in cui siamo deragliati? Anche Maria fu deragliata: “a queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto”. È questo l’inizio del racconto del più grande atto di fede della storia. Invece nel testo di Matteo, al capitolo secondo, c’è la storia di un grande rifiuto – quello di Erode -, di un grande no ad una novità, restando cementati, incollati nei propri possessi e non lasciarsi portare al sublime. E invece occorre lasciare che Dio passi, dire di sì a quello che sta facendo.

Dobbiamo saper accogliere i cambiamenti. Tante volte ci sono persone che restano lì, in un posto che devono lasciare a qualcun altro; tante volte non c’è spazio per i giovani, perché ci sono quelli anziani che non lasciano il loro posto, non fanno crescere, non sono padri, non vedono con gioia che cresca qualcun altro. Così anche Erode vorrà uccidere tutti i contendenti.

Maria farà nascere invece il nuovo re. Maria è colei che lascia spazio alla novità. È colei che si lascia portare alle cose che Dio ha pensato, che entra nel piano sublime di Dio. 

(Dalla trascrizione di una meditazione sui Magi, 2° parte, Il turbamento) 

INCONTRO della COMUNITA’ ITALIANA a Roma (24-25 febbraio 2020) e commemorazione della morte di dom Gréa.

E’ finito con il pranzo l’incontro comunitario dei Cric italiani a Roma: iniziato lunedì con una conferenza sull’abuso dei minori, proseguito con la celebrazione solenne nel ricordo della morte del nostro fondatore a Regina Pacis e poi con la visione di un docu-film su un gruppo di monaci olandesi (“L’isola dei monaci”), si è concluso martedì mattina con il confronto sulle prospettive future della nostra comunità in Italia.

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