Montichiari (Bs): la Parrocchia Maria Immacolata di Borgosotto al tempo della pandemia

E’ la Parrocchia a noi affidata più provata dalla pandemia. Montichiari è tra i paesi più colpiti di una regione, la Lombardia, che è devastata dal virus. Ma la nostra Parrocchia continua ad essere vitale e impegnata a far sentire la propria vicinanza ai parrocchiani. Lo fanno con lo streaming della Messa festiva (la domenica alle 10.30), l’adorazione quotidiana (dalle 17 alle 17.30), la via crucis del venerdì e un video messaggio quotidiano per la preghiera.

Da La voce del popolo del 26 marzo 2020

Questo è parte del messaggio del Vescovo di Brescia, Mons. Tremolada, per i primi interventi contro la pandemia:

Carissimi fedeli della Chiesa di Brescia,

il momento che stiamo vivendo ci vede giustamente preoccupati. La diffusione crescente del “Coronavirus” domanda seria considerazione e grande attenzione. Il pensiero va anzitutto a coloro che sono stati colpiti dall’infezione e a coloro che, con grande generosità, si stanno prodigando ad assisterli, ma anche a coloro che, con serietà e competenza, si stanno adoperando per arginare la diffusione del contagio.

Siamo preoccupati, sì, ma non spaventati: ci sostiene la convinzione che la Provvidenza di Dio non ci abbandona: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” – ci ha promesso il Signore. Non facciamoci dunque derubare la fiducia che viene dalla fede.

In momenti come questi ci rendiamo meglio conto di che cosa significa essere tutti insieme cittadini e prima ancora essere parte di un’unica umanità. Siamo necessariamente uniti gli uni agli altri, abbiamo un comune destino che ci lega e abbiamo bisogno dell’aiuto vicendevole.

In questo spirito di solidarietà sociale, che per noi attinge direttamente alla fede, desidero vengano accolte e rispettate le indicazioni che mi appresto a dare e che riguardano la vita della nostra Chiesa diocesana in questo momento particolarmente delicato. Mi preme che vengano recepite con grande rispetto le direttive che le autorità civili hanno trasmesso, al fine di fronteggiare la diffusione del virus. Sono disposizioni che domandano anche dei sacrifici, ma che al momento appaiono necessarie.

Dovendo limitare al massimo gli assembramenti di persone, sia in luoghi chiusi che all’aperto – stando all’ordinanza emanata dal Presidente della Regione Lombardia, ripresa dalla Prefettura di Brescia – sarà necessario sospendere da oggi fino al 1 marzo (in attesa poi di successive precisazioni) iniziative, incontri e riunioni presso i nostri ambienti parrocchiali, nonché convegni, pellegrinaggi, incontri di formazione presso i nostri centri diocesani. Gli oratori potranno essere aperti durante la giornata per singoli o piccoli gruppi che vorranno utilizzarne gli ambienti, ma non per iniziative che prevedano una sensibile concentrazione di persone (es. catechesi, allenamenti, feste, gruppi associativi, ecc.). Si valuti l’opportunità che i bar degli oratori rimangano aperti durante il giorno, fermo restando che anch’essi, come gli altri bar commerciali, sono tenuti alla chiusura prevista per le ore 18.00.

Per quanto riguarda le celebrazioni liturgiche, mi preme anzitutto raccomandare che le nostre chiese siano regolarmente aperte durante il giorno, per consentire la preghiera personale, in questo momento particolarmente preziosa. All’Eucaristia di ogni giorno non potrà partecipare il popolo, ma esorto i sacerdoti di celebrarla regolarmente a nome di tutta la comunità, facendola precedere dal consueto suono delle campane: in questo modo la nostra gente idealmente si unirà. Laddove è possibile, ci si colleghi via radio o in altro modo a quanti si trovano nelle proprie case. Si mantengano i contatti con i fedeli portando la comunione nelle case ai malati e ad altri che vorranno cogliere l’occasione per riceverla. Si abbia l’avvertenza di distribuirla sulla mano.

Quanto alle celebrazioni dei matrimoni e dei funerali, dovranno avvenire con un concorso minimo di persone: ci si limiterà ai parenti più stretti. La comunità venga tuttavia informata e faccia sentire la sua presenza attraverso la preghiera.

Mi affido alla sapienza dei sacerdoti per quanto riguarda la celebrazione del Sacramento della Penitenza, che vorrei non mancasse al popolo di Dio. Se i confessionali non garantiscono una condizione ritenuta adeguata, ci si sposti sulle panche della Chiesa o in ambienti più idonei.

Non abbiamo mai vissuto un’esperienza come questa. Ci conceda il Signore di raccogliere con umiltà e saggezza l’insegnamento che essa reca con sé. Siamo fragili, nonostante la nostra presunzione. Siamo legati gli uni agli altri, nonostante la nostra tendenza a fare da soli. Guardiamo al nostro Creatore e ritorniamo ad affidarci a lui con fiducia, per ritrovare la gioia di sentirci fratelli e sorelle nell’unica famiglia umana.

La Madre di Dio, Madonna delle Grazie, stenda su di noi il suo manto di misericordia e ci custodisca nella pace.

Tutti di cuore benedico. 

(Da: La voce del popolo, “Dio non ci abbandona”, 24.02.20)

BORGOSOTTO: LA CHIUSURA DELL’ANNO GIUBILARE

L’anno giubilare della nostra parrocchia si è concluso con una solenne concelebrazione nella solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, ove erano presenti i Padri Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione e numerosi parrocchiani ed amici CRIC di Borgosotto, Volta Mantovana e Piubega. Presieduta da Mons. Abate Cesare Cancarini, l’Eucaristia ci ha permesso ancora una volta di ringraziare il Signore per questi cinquant’anni di vita parrocchiale e di invocare l’Immacolata perché ci accompagni sulla strada che ancora ci aspetta. Le parole dell’Abate di Montichiari ci hanno invitato a guardare sempre alla Madonna con fiducia ed amore di figli. Lei, piccola donna di Nazareth, ci insegna cosa è la gioia vera: dono di Dio che va accolta e fatta crescere con cuore grato e riconoscente che fa spazio all’Altro. Lei ci mostra quanto è bello essere figli e figlie amati da un Dio che opera grandi cose in chi si mette con fiducia nelle sue mani. Maria, con il suo esempio e la sua materna intercessione, ci aiuti a coltivare in noi, nelle nostre famiglie e nell’intera comunità parrocchiale la certezza che il bene è più forte di ogni male.

Intervista a p. Giampaolo Tortelli per La vita monteclarense, marzo 2020: “Borgosotto, comunità in cammino”

a cura di Federico Migliorati

Padre Giampaolo Tortelli, a un anno dal suo ingresso nella comunità di Borgosotto, che rappresenta anche la sua prima esperienza da pastore dopo molti anni di vita religiosa a Roma, che bilancio per quanto in sintesi può essere tracciato?

“Premetto che per me è stato un po’ un ripartire nella mia vita di sacerdote. Ho dovuto reinventarmi anche nell’esperienza di vita che è completamente diversa nel ruolo di parroco che ora devo svolgere, rispetto a prima. Ho cercato, pertanto, di “vivere” subito un po’ tutte le situazioni con cui sono venuto in contatto, anche con qualche difficoltà, ma sono stato accolto molto bene. Ho trovato in Borgosotto una comunità aperta, accogliente, e ciò mi ha aiutato a vincere quel senso di inadeguatezza che sentivo in me per questo importante compito affidatomi dal Vescovo. Ho notato in molti volontà di incontro, disponibilità semplice, ma vera, con la richiesta di sentirsi coinvolti in un’esperienza di comunità. Ho subito visto come i miei predecessori hanno molto lavorato, con amore e passione, per servire e far crescere il senso di appartenenza comunitaria e di fede. La nostra è una comunità piccola, dal vissuto quasi familiare, ha desiderio di incontrarsi e la gente è parte viva di una realtà che sente propria”.

E questa realtà cosa chiede al suo sacerdote?

“Mi sembra che dal sacerdote ci si aspetti una vicinanza ed una presenza che testimoni l’amore premuroso e fedele del Signore. Capace di ascoltare e di dialogare con tutti, vicino nei momenti di gioia, ma soprattutto là dove si soffre e si fa fatica. A volte mi sembra di notare il rischio, anche da parte mia che lo vivo per la prima volta, di fermarsi al “si è sempre fatto così” perché cambiare? Ritengo invece importante provare a capire insieme cosa oggi il Signore ci chiede per rispondere alla realtà che cambia, ascoltando e coinvolgendo un po’ tutti.

Parliamo di volontariato, mondo fecondo a Montichiari. Borgosotto come si colloca in rapporto ad esso?

“Moltissime sono le persone impegnate nel volontariato. Si fa un lavoro straordinario, con tante associazioni il cui compito naturalmente travalica l’aspetto prettamente parrocchiale. Non posso certamente qui fare l’elenco poi di tutti coloro che prestano il loro servizio con gioia e dedizione per far funzionare le varie realtà parrocchiali, dai servizi per la Chiesa alla catechesi con l’oratorio (la Casetta), all’Asilo. Vorrei anche ricordare il Gruppo Sportivo, a cui va il mio grazie per la grande disponibilità a gestire il campo sportivo ed i suoi ambienti a supporto della comunità. In una realtà che è priva dell’oratorio, di un vero luogo di aggregazione, questa struttura sportiva assume un rilievo significativo”.

Il 2019 è stato un anno importante per Borgosotto, con i festeggiamenti per il mezzo secolo di costituzione della parrocchia. Come si sono snodati gli eventi?

“Gran parte del programma delle iniziative era stato ideato da Padre Rinaldo e Padre Giovanni. Io mi sono trovato a gestirlo in corsa e ho provveduto magari a rimodulare taluni aspetti. Direi comunque che questa nostra “comunità in cammino” ha vissuto con attenzione e partecipazione attiva tutti i momenti pastorali importanti proposti per questo anno giubilare. Certamente 50 anni, se visti nella storia millenaria della Chiesa universale sono pochi, ma per una comunità come la nostra possono invece essere abbastanza per fare alcune riflessioni e capire come si è finora camminato e dove stiamo andando. Ritengo quindi importante valorizzare il senso di appartenenza e di comunità che si è creato in questi primi 50 anni. Sforziamoci ancora di più di camminare insieme alla luce della Parola di Dio e dell’esperienza eucaristica domenicale, anche ragionando su quelle tematiche, quali l’Unità pastorale, che la diocesi ci chiede di far pian piano maturare, elaborandone le ragioni e individuandone tappe, strumenti, modi e tempi adeguati”.

Il rapporto con l’autorità civile com’è stato affrontato in questo primo anno?

“Il breve tempo trascorso, che peraltro è ancor più breve per chi amministra la comunità civile, mi ha consentito solo di “saggiare” i contatti. Credo si possa lavorare in modo proficuo, collaborando insieme per il bene comune e ponendo attenzione soprattutto a chi è più debole e fragile. Certamente Borgosotto ha bisogno dell’impegno e del contributo di tutti”.

Quali iniziative sono in campo per l’anno in corso?

“Continueremo a lavorare nella catechesi con proposte ed iniziative allo scopo di far fare esperienze belle e di comunità ai nostri ragazzi, daremo più tempo all’approfondimento della Parola di Dio con incontri più frequenti, riproporremo pellegrinaggi e gite, ma vorremmo pensare a qualche proposta nuova soprattutto per i giovani. Il loro linguaggio, i loro tempi sono diversi rispetto al passato eppure molto si può fare. Penso all’estate scorsa che ha visto tanti di loro impegnati nel Cab, nei campi scuola e così via, ma che poi, ritornando alla quotidianità, sono “spariti”. È fondamentale provare ad ascoltarli per suscitare le domande giuste da cui ripartire insieme: abbiamo bisogno di loro, ci mancano tanto!”.

Ritorniamo per un momento al discorso sulla fede: il ‘termometro’ che valori dà?

“La fede c’è, è viva e la si tocca con mano. Nelle mie visite alle famiglie, sperimento come essa sia radicata, anche e soprattutto nei contesti più dolorosi come quello della sofferenza e della malattia, che stanno incidendo non poco nel vissuto di tante famiglie della nostra comunità. La fede, in questo senso, dà coraggio, dà forza ed è un sostegno fondamentale. Certamente l’esperienza comunitaria, soprattutto quella della fede condivisa da grandi e piccoli attorno all’Eucaristia domenicale, non è più l’esperienza di tutti di cui si sente il bisogno. Forse allora proprio qui bisogna crescere. È attorno a quella mensa che sperimentiamo dove nasce, cresce e trova le sue risposte una comunità cristiana. Ma, come ho già detto prima, si è sempre “comunità in cammino”, l’importante è camminare con Lui”.

***

+++CORONAVIRUS, DALLA PARROCCHIA DI BORGOSOTTO INIZIATIVE COMUNI PER VINCERE “L’IMPOTENZA DI UNA REALTÀ SOSPESA”+++

Di fronte “all’impotenza di una realtà sospesa” il parroco di Borgosotto Padre Giampaolo Tortelli e il suo vice Padre Giovanni hanno messo in campo una serie di iniziative per rafforzare il senso di comunità “e mantenere vivi i rapporti con i ragazzi e le loro famiglie”. Il programma è stato comunicato anche al Consiglio Pastorale.

• Al mattino, la famiglia si trova a pregare un momento insieme, possibilmente alle 9, seguendo quanto proposto dal libretto della Quaresima: “Una tavola per tutti”.
• Ogni sera alle 17.45 tramite WhatsApp arriverà un video-audio messaggio con una preghiera allo Spirito, il brano del Vangelo del giorno commentato ed una preghiera alla Madonna da fare tutti insieme al suono delle campane. Tutto questo sapendo che in quel momento i sacerdoti celebrano la messa per e con la comunità di Borgosotto.
• Ogni Domenica alle 10.30 la S. Messa viene trasmessa in streaming per tutti.
• I sacerdoti ogni giorno faranno un’ora di adorazione davanti al Santissimo Sacramento, pregando per la comunità, come proposto dal nostro Vescovo.
• Tutti i bambini sono invitati ad appendere un cartellone colorato fuori di casa con disegnato un arcobaleno e la scritta; ANDRÀ TUTTO BENE, così come a dipingere una maglietta con la stessa scritta, che useremo, appena finito questo momentaccio, per una grande festa comunitaria e magari per un pellegrinaggio fatto a piedi tutti insieme, piccoli e grandi.
• Anche l’asilo parrocchiale ha messo in atto varie iniziative per aiutare bambini e genitori.

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