Giubileo CRIC:

OMELIA di padre Rinaldo

nella FESTA LITURGICA DELLA NATIVITÀ DI MARIA e apertura Anno Giubilare 150° di fondazione Cric

Carissimi confratelli, sacerdoti e amici fedeli,

oggi siamo qui riuniti per esprimere a Dio la nostra riconoscenza, la nostra gioia con le stesse parole del Salmo responsoriale: “Gioisco pienamente nel Signore. Io nella tua fedeltà ho confidato; esulterà il mio cuore nella tua salvezza…”.

o Un grazie, innanzitutto, perché Dio ha amato Maria e perché ama anche noi.

o Inoltre vogliamo gioire nel Signore anche per questa comunità parrocchiale intitolata proprio alla Natività di Maria, affinchè all’inizio del nuovo anno pastorale “pieno di novità e di incognite”, come scrive il vostro nuovo parroco padre Stefano, possa aprirsi docilmente all’azione dello Spirito Santo che è armonia e tutti possano diventare costruttori di unità e crescere come un’unica famiglia.

o Ma questa celebrazione riveste un clima di gioia e di festa per un ulteriore motivo che riguarda la nostra comunità religiosa di Canonici Regolari: oggi, con questa liturgia e con l’invocazione della forza dello Spirito Santo, memoria di Dio, apriamo un Anno Giubilare per ricordare 150 anni di vita della nostra Congregazione.

Infatti l’8 settembre 1871 Dom Adriano Gréa, con i suoi primi quattro compagni, emise la Professione perpetua nella cappella della casa di Saint-Claude (Jura-Francia) nelle mani del Vescovo Nogret, che così approvò le prime regole della Comunità dei Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione. Questo anniversario è un invito a far festa per la Chiesa e con la Chiesa.

Celebrare liturgicamente la nascita di Maria è il segno che Dio ha preparato per noi la salvezza lungo i tempi. Significa fare memoria delle persone e degli avvenimenti che hanno preparato la nascita di Cristo sul piano umano e sul piano della grazia: la sua Madre, la nascita di essa, la sua immacolata concezione, i suoi genitori e i suoi antenati, come abbiamo letto nella genealogia del vangelo di Matteo (Mt 1,1-16.18-23).

Un lungo elenco di nomi apre il vangelo, e ci riporta alla storia di personaggi e figure del V.T., al racconto sottinteso di tanti eventi e fatti che hanno preparato il popolo d’Israele a ricevere il messaggio più sconvolgente: Dio ha visitato la nostra storia facendosi uomo come noi. È il mistero dell’incarnazione…

Nella prima lettura il Messia è stato preannunciato dal profeta Michea come colui che sarà il dominatore in Israele, anche se le sue origini saranno di estrazione sociale umile, povera, provenendo dalla piccola cittadina di Betlemme di Efrata.

S. Paolo nella seconda lettura ci ricorda che nonostante la nostra fragilità umana e una storia sconvolta da situazioni di errore e di peccato, nelle mani di Dio “tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio”.

Come possiamo ben notare la storia della Salvezza è un continuo racconto di ricordi e fatti vissuti nel tempo passato, ma che non vanno dimenticati da chi viene dopo, perché raccontati e trasmessi di padre in figlio possono rafforzare e costruire il proprio avvenire nella fede.

E Dio si serve anche di situazioni, realtà e personaggi semplici, umili, che forse non fanno grande rumore, ma contribuiscono ugualmente a costruire con il Signore questa storia di amore con l’umanità.

Oggi anche noi nel nostro piccolo siamo qui a ricordare 150 anni di vita della nostra Congregazione, una vita umile, nascosta, a volte tormentata da momenti di prova e difficoltà, ma tuttora viva e desiderosa di dare testimonianza di questo Dio che ama l’uomo. E noi come comunità religiosa siamo lieti di annunciare il suo vangelo nella Chiesa particolare insieme ai fedeli a noi affidati.

Facciamo nostre le parole di Papa Francesco pronunciate in occasione dell’Anno per la Vita Consacrata (2014), quando ci invita a “guardare il passato con gratitudine, per vivere il presente con passione e abbracciare il futuro con speranza”, parole che consideriamo importanti anche per il nostro Anno Giubilare e che fanno il “leitmotiv” di questa ricorrenza celebrativa e ci accompagneranno ogni giorno come messaggio portante delle nostre scelte quotidiane.

– Il nostro “rendere grazie” per il passato, sia innanzitutto un andare avanti insieme, nell’unità di una famiglia Cric ancora oggi presente nei luoghi dove è nata e si è diffusa nel tempo (dalla Francia all’Italia, al Perù, al Canada, all’ Inghilterra, alla California, al Brasile), chiamata oggi a raccontare la propria storia per rendere lode a Dio e ringraziarlo per tutti i suoi doni.

– “Vivere il presente con passione” vuol dire metterci in ascolto attento di ciò che oggi lo Spirito dice alla Chiesa…a diventare ‘esperti di comunione’…

– Allora potremo “abbracciare il futuro con speranza”, che vuol dire abbracciare con affetto questa realtà umana, con affetto vero.

In questo anno siamo, dunque, chiamati a sperimentare che Dio può colmare il nostro cuore di vera felicità. È solo così che l’autentica fraternità vissuta nelle nostre comunità può alimentare la nostra gioia: «Dove ci sono i religiosi c’è gioia» (Lettera ai Consacrati).

Il Signore benedica questo Anno Giubilare e chiediamo a Maria Immacolata, nostra patrona, a S. Agostino e a tutti i Santi dell’Ordine Canonicale che anche noi possiamo vivere un’aurora nuova, far nascere comunità cristiane nuove che sappiano crescere ogni giorno con esperienze forti e che si incarnano nella vita quotidiana in rapporti di carità, di impegno e di preghiera…

E una preghiera speciale la voglio rivolgere ai pastori di questa comunità della Natività di Maria perché vivano questa nuova esperienza nella comunione di spirito e nella fraternità: a padre Stefano che con “timore e speranza” inizia questa nuova avventura di parroco, perché insieme alla generosità dei suoi collaboratori, sacerdoti e laici, possa far crescere questa comunità rendendola un luogo di fede e di famiglia.

Una preghiera a padre Livio, perché si possa inserire in questa nuova porzione di Chiesa con il suo entusiasmo e collaborare attivamente e con inventiva nella vita pastorale.

Una preghiera a padre Lorenzo, parroco emerito e fondatore di questa chiesa che ha visto nascere e crescere sia come edificio ma ancor più come comunità solida, perché possa continuare a collaborare con l’impegno e la generosità di sempre.

Infine una preghiera e un grazie a padre Francesco per il servizio svolto con grande disponibilità e pazienza in questa parrocchia: ora è chiamato al nuovo incarico di parroco a Regina Pacis. Gli auguriamo di continuare ad annunciare il vangelo con il suo solito stile accogliente, uomo di dialogo e di profonda spiritualità.

Concludo ricordando che la Penitenzieria Apostolica ha concesso l’Indulgenza Plenaria, secondo le condizioni stabilite dalla Chiesa, ai fedeli che si recheranno nelle chiese parrocchiali affidate alla nostra Congregazione, a partire dall’apertura di questo Anno Giubilare (oggi 8 settembre 2020) fino alla sua conclusione (8 dicembre 2021).

Cogliamo con fede questa opportunità perché questo Anno Giubilare si trasformi in un cammino di conversione personale e comunitaria nella gioia di servire ogni giorno Cristo e la Chiesa.

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