13 settembre: apertura anno giubilare 150mo fondazione CRIC

celebrante Sua Eminenza Rev.ma Card. Giuseppe Bertello (Parrocchia Regina Pacis)

SALUTO E RINGRAZIAMENTO AL CARD. BERTELLO

Eminenza Reverendissima.

Con grande gioia, la Comunità dei Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione e la Parrocchia di Regina Pacis la ringraziano per aver voluto partecipare alla solenne Celebrazione Eucaristica, all’inizio dell’anno giubilare dei 150 anni dalla Fondazione.  
Sua Eminenza ricorda di essere già stato tra noi nel novembre 1994 e il suo ritorno oggi rappresenta molto di più di una mera coincidenza.  
Non coincidenza infatti, ma conferma!

Conferma della comunione in Cristo Gesù. Nel 1994 Sua Eminenza era stato chiamato a comprendere e seguire una delle situazioni più drammatiche degli ultimi decenni: la tragedia del Ruanda. Perché la guerra, perché il genocidio, perché la violenza del male del fratello contro il proprio fratello? La sua opera e il suo impegno oggi come allora sono quelli di confermare la speranza della salvezza per tutti i fratelli. Potremmo dire che l’indirizzo di Papa Francesco nella sua prossima enciclica ai “Fratelli tutti” è il cuore del suo apostolato e della sua testimonianza: siamo tutti fratelli ed oggi la ringraziamo perché ci ha fatto sentire e percepire anche la fratellanza tra lei e noi, Canonici e fedeli laici.  

Conferma della comunione nella Chiesa e per la Chiesa. Quando il Santo Padre l’ha chiamata a ricoprire l’incarico di Nunzio in Italia, abbiamo tutti percepito che avevamo ricevuto in dono non solo un altissimo esponente della diplomazia vaticana, ma un autentico pastore. Prima di rappresentare uno Stato sovrano, si è davvero fatto interprete innanzitutto della Chiesa in Italia e nel mondo. Tutti riconoscono il suo operare fuori dai riflettori per far vivere e respirare la comunità dei fratelli in Cristo. Ha dialogato proprio con tutti e tutti ci siamo sentiti confermati nell’amore dentro la Chiesa e a servizio della Chiesa.

Conferma della fedeltà al successore di Pietro. Quando il Santo Padre Benedetto XVI l’ha chiamata e poi Francesco confermata più volte alla guida del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, una moltitudine di sacerdoti, religiosi e religiose e fedeli, si è come sentita custodita da un amico. Sappiamo che si è sempre interessato dei destini, delle sfortune e delle tribolazioni dei cristiani del mondo, anche delle persecuzioni e sempre chi ha bussato alla sua porta ha trovato ascolto.

Oggi vogliamo anche noi dirle il nostro grazie, perché la sua presenza è per noi testimonianza e invito ad essere ambasciatori della Chiesa in ogni tornante della vita. Anche noi vogliamo ispirarci alla sua scuola per essere sempre di più quegli ambasciatori che non deludono e non si distaccano dal loro popolo. Ambasciatori, testimoni, annunciatori del Signore che viene tra noi.      

Grazie Eminenza. Grazie!”

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