ESEQUIE DI FRATEL LOUIS SAULNIER

                              Chiesa di Saint-Sulpice di Charroux, 7 luglio 2021


All’accoglienza in Chiesa

Oggi rendiamo grazie al Signore per il dono che ci ha fatto in Fratel Louis Saulnier.
È nato in una famiglia cristiana a Châtillon-sur-Seiche, nell’Ille-et-Vilaine, il 13 gennaio 1925.
Per qualche anno frequenta il seminario minore di Châteaugiron, nella diocesi di Rennes, e poi l’8 dicembre 1947 chiede di essere ammesso nella comunità dei Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione, la cui casa madre si trovava a quel tempo a Saint-Joseph de l’Ecluse, nel comune di Taulignan, vicino a Grignan, nella Drôme.
Ha emesso i suoi primi voti l’8 settembre 1949.
La sua professione perpetua è stata celebrata a La Croix-Rousse, a Lione, l’8 settembre 1955. Poco dopo, l’obbedienza lo manda al Foyer Saint-Augustin, a Canisy, vicino a Saint-Lô, nella Manica.
Possiamo dire che questo è stato il suo periodo d’oro. Vi rimase per 29 anni come sorvegliante degli aspiranti e come formatore di giovani organisti per accompagnare la liturgia nelle parrocchie, senza contare il lavoro manuale e le visite ai malati. Tutti lo salutavano e gli volevano bene.
Dopo la chiusura del Foyer Saint-Augustin, visse nel presbiterio con padre Eugène Chevrel, ex vicario di Charroux.
Per otto anni ha lavorato nella parrocchia di Agon-Coutainville, sul mare. Gli ultimi anni in Normandia furono trascorsi a Saint-Lô dove padre Chevrel era stato nominato cappellano di una comunità religiosa femminile.
Nel 1998 è arrivato a Charroux per accrescere la piccola comunità di 4 sacerdoti lì residenti. Come in Normandia, ha accompagnato le celebrazioni liturgiche all’organo in tutto il settore della Basse-Marche.
Siamo ormai all’ultima tappa della sua vita terrena, prima alla casa di riposo dei preti e poi all’Ehpad des Feuillants, a Poitiers.
Fratel Louis era sempre felice, partecipava a tutte le attività e soprattutto pregava: la Liturgia delle Ore, la Messa e il Rosario. Ha portato il mondo nella sua umile preghiera.
Con la pandemia, le mie visite divennero meno frequenti e l’ultimo appuntamento fissato con la direzione dell’Ehpad fu annullato per la sua Pasqua, avvenuta poche ore prima, nella notte tra sabato e domenica 4 luglio; aveva 96 anni.
Non possiamo più vedere il nostro fratel Louis con i nostri occhi, ma per la fede sappiamo che è vicino.
Alla famiglia di Fratel Louis, a Padre Angelo che è venuto da Roma, a me e alla nostra Comunità, esprimiamo tutta la nostra simpatia e tutta la nostra amicizia.
A tutti voi qui presenti, grazie per essere venuti e aver partecipato a questa liturgia.
Che il Signore accolga il nostro Fratello nel suo Regno, in compagnia di Nostra Signora, San Giuseppe, San Luigi e tutti i santi.



Omelia per la sepoltura di Fr. Louis Saulnier
La vera felicità (Mt 5,1-12)

Questo passo del Vangelo si presenta come un insegnamento solenne di Gesù, possiamo dire come la carta del suo Regno.
In un momento in cui siamo rattristati per la partenza di fratel Louis e in un momento in cui siamo anche nella gioia che si è riunito al Signore, ho scelto per questa Eucaristia la bella Parabola delle Beatitudini (Mt 5,1-12).

“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati i miti e gli umili di cuore”.
Le Beatitudini chiamano i nostri cuori a seguire i sentieri dell’amore infinito. Aprono le porte del Regno di Dio.
Fratel Louis, che ci ha appena lasciato fisicamente, aveva il suo modo di realizzare queste tre Beatitudini.
Per il mondo, le Beatitudini possono sembrare completamente fuori dalla vita moderna. Per coloro che hanno fede e cercano di vivere secondo il Vangelo, sono un trampolino di lancio per vivere con il Signore e con gli altri. La nostra fede deve aprirci agli altri.
In questo Fratel Louis si è lasciato lavorare dal Signore; la grazia lo ha permeato.
Ovunque sia andato, ha fatto del bene.

Le Beatitudini sono il volto di Cristo, sono il volto di Dio. Sono anche il ritratto di coloro che sono figli di Dio perché amano un po’ come Lui.
Non sono tanto una ricompensa quanto una forza motrice per vivere nel modo di Gesù.

Accogliamo nella nostra vita questa buona notizia di felicità che Cristo annuncia e promette a coloro che camminano sulle sue orme. Se camminiamo su sentieri di semplicità, giustizia, amore, compassione e pace, cominciamo oggi a gustare questa felicità evangelica, perché siamo già figli e figlie del Regno e viviamo nell’attesa che fiorisca definitivamente nella vita eterna.

Le Beatitudini non sono un cammino facile, ma con la grazia di Dio, accettata, ci portano al Regno eterno.
“Beato colui che ascolta la parola di Dio e la osserva”.
Santa Maria concepita senza peccato prega per noi.

P. Bernrad Loy , CRIC

Témoignage d’Anne Marie après l’absoute

Fr. Louis, il y aurait tant a dire ? Oui, nous nous souvenons de ce qui était  beau et bon chez notre ami Frère Louis (sa bonté, sa générosité, n’oubliant aucun de nous , fêtes, anniversaires par ses écrits accompagnés d’une image ou d’un chant). Son courage, mais surtout sa fidélité de vie donnée au Seigneur, son amour des confrères et des siens.

Frère Louis, merci pour témoignage de foi, d’humilité, de patience, de douceur, une vie donnée à Dieu, et à vos frères dans l’accomplissement des exigences de votre vie religieuse.

Que de prestations dans nos différentes communautés, la musique était votre joie, transmettre aux autres votre savoir et compétences.

Que de visites accomplies, visites des paroissiens, des amis et des malades.

Frère Louis a fait sa Pâque, il a connu des souffrances physiques et morales et dans sa foi ; il a communié aux souffrances du Christ. Maintenant il partage sa gloire : il a vécu le grand passage, il est dans la lumière de Dieu.

Merci Frère Louis et au revoir.

Testimonianza di Anne Marie dopo il commiato

Fratel. Louis, c’è così tanto da dire? Sì, ricordiamo ciò che era bello e buono nel nostro amico Fratel Louis (la sua gentilezza, la sua generosità, il non dimenticare nessuno di noi, le feste, i compleanni con i suoi scritti accompagnati da una foto o da una canzone). Il suo coraggio, ma soprattutto la sua fedeltà di vita data al Signore, il suo amore per i suoi confratelli e i suoi.

Fratel Louis, grazie per la tua testimonianza di fede, umiltà, pazienza, dolcezza, una vita donata a Dio e ai tuoi fratelli nell’adempimento delle esigenze della tua vita religiosa.

Quante esibizioni nelle nostre diverse comunità, la musica era la tua gioia, trasmettendo agli altri le tue conoscenze e abilità.

Quante visite hai fatto, visite ai parrocchiani, agli amici e ai malati.

Fratel Louis ha fatto la sua Pasqua, ha conosciuto le sofferenze fisiche e morali e nella sua fede; ha fatto comunione con le sofferenze di Cristo. Ora condivide la sua gloria: ha vissuto il grande passaggio, è nella luce di Dio.

Grazie Fratel Louis e arrivederci.

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