Testimoni di Cristo nel mondo

 Lettera di padre Rinaldo, a conclusione dell’Anno Giubilare CRIC

“…Nella misura in cui il consacrato vive una vita unicamente dedita al Padre, afferrata da Cristo, animata dallo Spirito, egli coopera efficacemente alla missione del Signore Gesù, contribuendo in modo particolarmente profondo al rinnovamento del mondo. Il primo compito missionario le persone consacrate lo hanno verso se stesse, e lo adempiono aprendo il proprio cuore all’azione dello Spirito di Cristo. La loro testimonianza aiuta la Chiesa intera a ricordare che al primo posto sta il servizio gratuito di Dio, reso possibile dalla grazia di Cristo, comunicata al credente mediante il dono dello Spirito…” (V.C. 25)

A distanza di 25 anni dall’Esortazione apostolica postsinodale del papa San Giovanni Paolo II, queste parole risuonano ancora forti e determinanti per tutti noi religiosi, consacrati a Dio attraverso la professione dei Consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza, per essere nel mondo veri testimoni di Cristo crocifisso e risorto.

Vorrei fare nostre queste parole a conclusione di un Anno Giubilare celebrato in occasione dei 150 di storia vissuta dalla nostra comunità di Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione e conclusosi l’ 8 dicembre 2021.

E’ stato un anno ricco di iniziative, innanzitutto di preghiera e celebrazioni liturgiche distribuite nell’arco dell’anno giubilare nei momenti più significativi per la nostra Congregazione: dalla memoria dei suoi primi passi iniziati con la professione perpetua del nostro fondatore dom Adriano Gréa l’ 8 settembre 1871 nella festa della Natività di Maria, alla festa dell’Immacolata Concezione nostra patrona (8 dicembre), all’anniversario della morte del Gréa (23 febbraio), alla festa di tutti i Santi dell’ordine canonicale (8 novembre), alla conversione di Sant’Agostino (24 aprile), alla solennità di Sant’Agostino (28 agosto) dopo una settimana di Esercizi Spirituali e conclusisi con la celebrazione del Consiglio Allargato…e tanti altri momenti anche di fraternità e formazione che ci hanno accompagnato durante quest’anno speciale.

Apparentemente non sarà cambiato nulla e tantomeno avremo convertito quella parte di mondo a noi affidato! Abbiamo solo voluto umilmente renderci presenti in modo più visibile, cercando di ravvivare innanzitutto in noi Cric quel carisma di amore fraterno e di servizio nella Chiesa particolare tanto caro al nostro fondatore. Può darsi che questo piccolo seme gettato attraverso la nostra testimonianza possa un giorno crescere con la forza dello Spirito e portare frutti copiosi per il Regno.

Narrare la propria storia non solo a parole “scritte” su carta, ma nella vita quotidiana è rendere lode a Dio e ringraziarlo per tutti i suoi doni. “La grata memoria del passato ci spinge, in ascolto attento di ciò che oggi lo Spirito dice alla Chiesa…” (Lettera ai consacrati 2014).

 Abbiamo cercato di celebrare la memoria del passato per vivere il presente con passione e per essere segno credibile della presenza dello Spirito perché infonda nei nostri cuori la passione per essere tutti una sola cosa.

Guardando al nostro futuro le prospettive non sono molto rosee, ma siamo altrettanto consapevoli che la speranza non si fonda solo sui numeri o sulle opere, ma su Colui nel quale abbiamo posto la nostra fiducia. È questa la speranza che non delude e che ci infiamma nel nostro presente a continuare a scrivere una storia di consacrazione donata a Cristo nel servizio alla Chiesa particolare. Così troveremo “la vita dando la vita, la speranza dando speranza, l’amore amando”.

Vorrei riprendere alcuni spunti tratti dalla mia lettera scritta al termine del Consiglio Allargato di fine agosto, perchè diventassero “frutti spirituali” anche di quest’Anno giubilare, sul quale certamente si chiude il sipario delle iniziative messe in calendario, ma non il sipario dello spirito di religiosi che ci deve accompagnare nel nostro prossimo quotidiano.

Mi piacerebbe che questo Anno giubilare portasse frutti almeno nei seguenti ambiti:

  • nel ministero apostolico, nell’intenso lavoro che viene svolto dai nostri confratelli nelle parrocchie a noi affidate dai vescovi sia nell’ambito pastorale che caritativo;
  • nel superare un certo atteggiamento individualista nello svolgimento delle attività, considerate spesso come propria iniziativa, lontana dalla condivisione con altri confratelli;
  • nella condivisione con i laici e collaboratori in uno spirito di accoglienza e corresponsabilità;
  • nel crescere nella pastorale di comunione e di condivisione maggiore, anche all’interno di una stessa parrocchia;
  • nella vita fraterna e comunitaria, dove non sempre è sufficiente esprimere a parole e con le intenzioni l’amore per la propria comunità, ma è necessario anche incentivare l’impegno e il desiderio di vivere e di far conoscere il nostro carisma e il pensiero di dom Gréa, attraverso momenti di preghiera, incontri di formazione permanente…

Sicuramente ognuno di noi potrebbe aggiungere altri desideri da far fruttificare, lasciando agire anche lo Spirito Santo con la sua forza, perché porti un vento di rinnovamento ed entusiasmo nella nostra comunità.

È vero che il nostro futuro incerto e preoccupante, almeno da un punto di vista numerico, a volte è motivo di scoraggiamento e poca fiducia. La perdita di alcuni confratelli, le poche e incerte vocazioni giovanili, ci interrogano sulle nostre scelte quotidiane e sui nostri atteggiamenti non sempre vissuti nella gioia e con entusiasmo, ma devono comunque spronarci a guardare in avanti. Purtroppo per vari motivi di anzianità e per situazioni pastorali, la nostra comunità soffre a causa di una dispersione geografica, che sicuramente non favorisce il vivere coerentemente il nostro carisma canonicale, fatto di vita comune (sotto lo stesso tetto), di preghiera comune tra noi e con il popolo di Dio, di condivisione con momenti di fraternità.

Per questo motivo, con le stesse parole scritte da Giovanni Paolo II 25 anni fa a conclusione della Esortazione apostolica sulla Vita consacrata, chiedo allo Spirito Santo, Amore riversato nei cuori, che dia grazia ed ispirazione alle nostre menti, che riempia il cuore delle persone consacrate con l’intima certezza d’essere state prescelte per amare, lodare e servire.

Spirito Santo, “Fa’ gustare loro la tua amicizia, riempile della tua gioia e del tuo conforto, aiutale a superare i momenti di difficoltà e a rialzarsi con fiducia dopo le cadute, rendile specchio della bellezza divina. Da’ loro il coraggio di affrontare le sfide del nostro tempo e la grazia di portare agli uomini la benignità e l’umanità del Salvatore nostro Gesù Cristo” (cfr Tit 3, 4).

Maria Immacolata, Madre della Chiesa,

di Misericordia e della Speranza, 

Icona di Santità e Stella dell’evangelizzazione,

guidaci, accompagnaci, proteggici.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close