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Libretto per il centenario della morte del Gréa (1917-2017) in pdf

Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione sono una Congregazione di sacerdoti e fratelli, che vivono la vita in comune secondo la Regola di Sant’Agostino. In particolare, praticano la devozione a Maria, con il titolo di “Immacolata“. Si dedicano a tutti gli impegni propri del ministero sacerdotale, in particolare nelle parrocchie.

I Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione sono stati fondati dal sacerdote francese Dom Adrien Gréa, che volle dar vita ad una congregazione che si occupasse della santificazione del clero per mezzo della vita in comune, la preghiera liturgica e la penitenza apostolica. Egli voleva unire la vita religiosa e quella diocesana creando dei “religiosi del Vescovo”, dei religiosi che vivano in pieno la diocesanità.

L’8 settembre 1871 segnò l’inizio della comunità, alla quale Pio IX, benedicendola, aveva imposto il nome di Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione.

Costituzioni n. 1:   “Essi fanno parte della Confederazione dei Canonici Regolari di Sant’Agostino in virtù del decreto della Congregazione dei Religiosi del 2 luglio 1961”

“Spesso ci domandano: ad quid venisti? Qual è il vostro specifico nel mondo? Quale lo scopo del vostro istituto. Ah! Noi non siamo nuovi, ma antichi. Noi pratichiamo la vita apostolica, noi viviamo quanto gli antichi concili hanno emanato. L’opera che ci accingiamo ad intraprendere non è un’opera particolare, quale, per esempio il riscatto dei prigionieri, la cura dei malati, l’assistenza agli orfani. Sono delle opere buone, sante, lodevoli, necessarie. Ma, al di sopra di queste opere, c’è la penitenza e la preghiera.Questo è ciò che noi vogliamo fare, questo è il nostro spirito: è lo spirito degli Apostoli”.

«Non abbiamo una spiritualità particolare, non abbiamo che la spiritualità della Chiesa. E a quella bisogna attenersi. Come la vita religiosa è la perfezione della vita della Chiesa, così la spiritualità dei religiosi deve essere la perfezione della spiritualità della Chiesa ». (Cfr. D. Gréa, Conf. VP, n.35, p.274)

« Noi dobbiamo amarci come si amano i santi in cielo; noi dobbiamo nutrire gli uni gli altri lo stesso amore che nutriamo per Cristo, che abita in ciascuno di noi. La carità che ci unisce deve essere la stessa carità che unisce il Padre e il Figlio, cioè lo Spirito Santo. L’affetto che ci unisce è lo Spirito Santo che è stato effuso nelle nostre anime ».(D. Gréa, Conf. 9.11.1894, in VP, p. 83.)

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